
Sabato 21 Agosto è stato l’Earth Oveshoot Day (fine annuale delle risorse della Terra), il giorno in cui l’umanità ha iniziato a vivere al di sopra dei propri mezzi ecologici. Dopo aver consumato tutte le risorse che la natura poteva offrire nel corso di un anno, con quattro mesi d’anticipo, la Terra si trova a dover attingere dalle proprie riserve.
Abbiamo iniziato, quindi, a consumare risorse ed energia che il nostro Pianeta non ha ancora prodotto.
A dare questo annuncio è stata l’organizzazione non governativa “Global Footprint Network” che da alcuni anni si occupa di misurare l’impatto dell’uomo sulla natura e il budget ecologico annuale che abbiamo a disposizione in relazione alle risorse del Pianeta.
L’indice viene calcolato rapportando l’”impronta ecologica globale” (un indicatore statistico di 150 Paesi che mette a confronto il consumo annuo di risorse ecologiche e la loro disponibilità) con la capacità della natura di rigenerarsi nello stesso arco di tempo.
Questo valore precipita di anno in anno: nel 1987, quando è stato calcolato per la prima volta, la scadenza era solamente 10 giorni in anticipo rispetto a quella naturale del 31 Dicembre. Nel 1995 il termine fu determinato nel 21 Novembre mentre 10 anni dopo nel 2005, la Terrà andò in riserva il 20 Ottobre, due mesi prima del previsto.
Oggi la situazione è notevolmente peggiorata, l’Earth Overshoot Day è stato anticipato di ben un mese, dato che nel 2009 era caduto il 25 Settembre.
Il Global Footprint Network evidenzia come oggi l’umanità utilizzi circa 1,3 pianeti ogni anno, quindi sono necessari un anno e quattro mesi per rigenerare quello che viene consumato ora.
Stiamo sfruttando le risorse ambientali in maniera incontrollata senza porre adeguata attenzione alla loro scarsità. Si stima, infatti, che un uomo assorbe risorse per oltre il 30% delle loro capacità di rigenerazione.
Entro il 2050 quindi avremo bisogno dell’equivalente di due pianeti per soddisfare il nostro fabbisogno annuo. A questo punto appare ovvia la necessità di porre un freno allo sfruttamento delle risorse idriche ed energetiche e all’eccessivo consumismo che contraddistingue la nostra società.
Cliccando sul link è possibile leggere l’articolo de Il Sole 24 Ore.




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