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AMBIENTE. Presentato il dossier 2011 “Ecosistema Urbano” di Legambiente

ecosistema-urbanoIl 17 Ottobre u.s. sono stati presentati a Genova i risultati del Rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente e Ambiente Italia, con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, sulle performance ambientali dei 104 capoluoghi di provincia italiani.
Il rapporto, giunto alla sua XVIII edizione, quest’anno evidenzia l’inesistenza dell’azione politica sulla sicurezza (non solo microcriminalità), richiamando l’attenzione sui rischi collegati al traffico automobilistico, allo smog, alla siccità e ai problemi dell’approvvigionamento idrico, alle costruzioni prive di standard antisismici, alla produzione e smaltimento dei rifuti.


Le città italiane sono sostanzialmente in stallo per la qualità ambientale.


Una novità di quest’anno è che, a differenza delle edizioni passate, non c’è un’unica vetta nella graduatoria di Ecosistema Urbano e non solo perché in nessun centro urbano italiano si vive al massimo della qualità ambientale, ma perché per la prima volta, la fotografia raggruppa i capoluoghi in 3 categorie: 15 grandi città sopra i 200.000 abitanti, 44 medie città tra 200.000 e 80.000 abitanti e 45 piccole città sotto gli 80.000 abitanti. La nuova suddivisione rende perciò impossibile un confronto diretto con gli anni precedenti ma permette di restituire un’istantanea forse più equilibrata e trasparente della realtà.


Il gradino più alto del podio tra le grandi città lo conquista da Venezia, tra quelle medie se lo aggiudica Bolzano e tra i piccoli centri, infine, è Belluno.


La città lagunare insieme a Mestre, grazie alla particolarità urbanistica del comune, sovrasta tutti i centri più grandi principalmente per le buone performance in alcuni degli indicatori più importanti del rapporto: qualità dell’aria, basso tasso di motorizzazione e ampie superfici pedonalizzate, alto numero di passeggeri nel trasporto pubblico (558 viaggi per abitante all’anno).

Bolzano, invece, fa riscontrare miglioramenti in quasi tutti gli indicatori principali dello studio: minimi livelli di polveri sottili, secondo posto nell’indice sintetico relativo alle politiche energetiche, quasi totale recupero dei reflui e un leggero aumento dei rifiuti raccolti in modo differenziato (45,4%).

La piccola Belluno conferma buone performance complessive: le più evidenti sono nelle medie relative a biossido di azoto e polveri sottili, una buona efficienza nella depurazione dei reflui (al 98%) e nella produzione di rifiuti urbani con 404,5 kg/abitante/anno (una delle più basse medie italiane), e il 64,5% di rifiuti raccolti in maniera differenziata (in costante crescita negli ultimi anni).


Tra le grandi città (sopra i 200.000 abitanti) insieme a Venezia (1ª), Ecosistema Urbano ha premiato anche Bologna (2ª) e Genova (3ª).
Tra le città capoluogo comprese tra 80.000 e 200.000 insieme a Bolzano (1ª), premiate anche Trento (2ª), La Spezia (3ª), Reggio Emilia (4ª) e Perugia (5ª).
Tra le piccole città oltre Belluno (1ª), riconoscimenti sono andati anche a Verbania (2ª), Aosta (3ª), Pordenone (4ª) e Mantova (5ª).


Tra le Menzioni Speciali di Legambiente segnaliamo quella al Comune di Savona per la Buona Pratica sul progetto degli oli a base rigenerata e quella al Comune di Salerno per la Buona Pratica sulla gestione dei rifiuti.

Le Menzioni di Legambiente per le Buone Pratiche sulla sicurezza energetica sono andate ai Comuni di Bolzano e Udine.


E le peggiori?


Vi consigliamo di continuare a leggere l’articolo collegandovi al seguente link sul sito di Legambiente, dove sono presenti maggiori approfondimenti.

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