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APPUNTAMENTI. Incontro con gli artisti del Giardino dell’Arte per la Casa dei Pesci

Il progetto “La Casa dei Pesci” di Paolo Fanciulli Plata, Fanciulli, Lancellotti e Poli per la Casa dei Pesciper la salvaguardia e la valorizzazione del mare della Maremma va avanti e, grazie all’appuntamento organizzato da Mariella Poli e Alessandra Lancellotti (associate PLEF), compie un altro importante passo verso la sua completa realizzazione. Sabato 22 Settembre, a Pietrasanta, in provincia di Lucca, sarà infatti possibile vedere le prime sculture che faranno parte del Giardino marino dell’Arte previsto dal progetto La Casa dei Pesci.


Plata, Fanciulli, Lancellotti e Poli per la Casa dei PesciL’evento inizierà alle ore 18 con un aperitivo insieme agli artisti Girolamo Ciulla, Michele Ciribifera, Emanuele De Reggi, Luciano Massari e Beverly Pepper, a cui farà seguito (ore 19) la presentazione del progetto “Giardino dell’Arte” per la Casa dei Pesci, in cui confluiranno le sculture degli artisti stessi. Al termine della presentazione seguirà una degustazione con pesce proveniente da pesca sostenibile e prodotti tipici del territorio.


Locandina e programma


opere per il giardino marino dell'arte opere per il giardino marino dell'artePer chi ancora non conoscesse le opere degli artisti coinvolti, consigliamo la lettura di “Ritratti d’Autore“, libro curato dalla Dott.ssa Lancellotti, che, attraverso interviste in profondità e splendide fotografie, narra un viaggio tra le opere d’arte scultoree di maggior rilevanza sul piano artistico e scientifico dei più grandi e riconosciuti scultori viventi, tra cui alcuni degli artisti coinvolti per l’iniziativa di Paolo Fanciulli.


1 risposta ↓

  • 1 mipa // 25 settembre 2012 alle 12:16

    andreben60@katamail.com ci scrive:
    L’operazione “casa dei pesci” sarebbe all’insegna della sostenibilità ambientale? Non certo dell’ambiente Alpi Apuane, il cui marmo viene calato in mare sotto forma di sculture! Distruggere un ambiente per abbellirne un secondo vi sembra (eco)logico?
    Mi meraviglio degli artisti che dovrebbero disporre di elevata sensibilità. Per non parlare della penosa figura che ci fa il WWF! E anche voi con il vostro sito pseudoverde-edulcorante. Bravi!

    e noi rispondiamo:

    siccome non ammettiamo dogmi inconfutabili e siamo aperti al dialogo, ci fa piacere leggere le sue considerazioni in merito al progetto della Casa dei Pesci.

    Tuttavia sarebbe necessario prima di tutto chiarire una cosa: il marmo delle Apli Apuane non viene utilizzato per abbellire il mare, ma per proteggere la fauna ittica e i fondali marini; questo avviene calando in mare dei dissuasori (i blocchi di marmo appunto) che impediscano la pesca a strascico.

    Per conoscere gli effetti sull’ambiente della pesca a strascico, che è il punto centrale del progetto e che lei non ha considerato, le basterà consultare la pagina di wikipedia:

    La pesca a strascico bentonica è fonte di notevole impatto sull’ambiente marino. Le reti a strascico infatti distruggono o asportano qualunque cosa incontrino sul fondale, pesci, invertebrati, coralli, alghe, posidonie, eccetera e lasciano un ambiente devastato dove le comunità biotiche originarie si potranno reimpiantare solo dopo molto tempo.

    Questo è particolarmente grave nel caso di ecosistemi complessi e di fondamentale ruolo biologico come quello della prateria di Posidonia oceanica, che possono essere totalmente distrutti anche con una sola passata. Proprio per evitare questo in alcuni paesi, ad esempio in Italia, si è deciso di vietare la pesca a strascico sottocosta (entro le 3 miglia marine o al di sopra della batimetrica dei 50 metri), dove queste comunità complesse si sviluppano, ma ciò nonostante è frequente leggere sui quotidiani di pescherecci che strascicano impunemente nelle zone vietate facendo danni irreparabili e minando le loro stesse possibilità di pesca future.
    Un altro serio problema della pesca a strascico è la sua non selettività, lo strascico raccoglie tutto, specie commerciali e non commerciali, adulti e giovani. La cattura di specie o esemplari di nessun interesse commerciale prende il nome di bycatch e può riguardare anche giovanili di specie pregiate, il che può portare ad un tracollo degli stock ittici, oltre a numerosi organismi non commestibili ma lo stesso importanti per l’ecosistema. Un sistema per evitare il bycatch di giovanili è quello di aumentare le dimensioni delle maglie della rete costituente il sacco. Data la difficile controllabilità dell’attività di pesca in mare aperto si tendono ad usare altre tecniche dissuasive come le barriere artificiali, ovvero l’affondamento in aree di particolare interesse biologico di grandi blocchi di cemento armati di tondini d’acciaio piegati a gancio, capaci di danneggiare seriamente l’attrezzo da pesca. Oltre all’effetto di allontanare lo strascico illegale dall’area interessata questi blocchi forniscono supporto agli organismi bentonici incrementando la biodiversità dell’area, con conseguenze positive anche per la pesca.

    Dal nostro punto di vista non si tratta quindi di abbellire il mare, ma di tenerlo in vita.

    Inoltre, il progetto coinvolge direttamente imprese, scuole, cittadini e artisti del territorio maremmano, che sono stimolati a cooperare per un bene comune, che è proprio il territorio stesso in cui operano. Pensiamo che questo progetto abbia notevoli punti di forza perchè favorisce il ripopolamento ittico del mare, protegge l’eco-sistema marino, garantisce la biodiversità delle specie marine, contrasta la pesca a strascico delle grandi multinazionali (i predatori del mare), valorizza il territorio grazie al coinvolgimento di chi ci vive e lavora, grazie alla promozione turistica che ne potrebbe derivare, grazie ad opere d’arte che ne aumentano la rilevanza culturale…

    Inoltre, cosa che forse non molti sanno, le Alpi Apuane hanno avuto origine nel triassico medio, un periodo più antico rispetto alla nascita degli Appennini, su una struttura geologica molto diversa, di origine sedimentaria, formata in ambiente marino. Quindi il ritorno del marmo nel mare sarebbe un ritorno alle origini naturali, quando la roccia era ancora sommersa.

    Se lei ha idee diverse in proposito, siamo ben contenti di confrontarci insieme a lei.

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