Principi di riferimento

PRINCIPI E VALORI GUIDA PER UN’ECONOMIA SOSTENIBILE E COMPATIBILE CON IL MERCATO

 

Sono dieci i principi di base che potranno caratterizzare la gestione d’impresa ed essere presi come riferimento costante nelle decisioni dei suoi imprenditori, managers e stakeholders:

 
1. Rispetto della nozione di mercato

L’impresa, l’economia di mercato e la creazione del valore aggiunto sono il cardine attorno al quale si sviluppa tutto il ragionamento dello sviluppo di una determinata società. Non è a caso che lo sviluppo delle nostre civiltà si sia di fatto basato sulla nozione di mercato quale luogo d’incontro e di scambio di beni, servizi, materie prime, forza lavoro e così via. Il centro storico delle nostre città altro non era un tempo che la “piazza” del mercato. La crescita o la scomparsa di determinate civiltà è sempre dipesa dalla loro capacità di attrarre ricchezze, flussi di popoli e di pellegrini. Non c’è nulla di sbagliato nell’accettare la nozione di mercato e le sue regole purché queste siano coerenti con i principi che seguono.

 
2. Ciclo chiuso e Bio-imitazione

L’impresa è totalmente sostenibile quando inquadra i propri processi complessivi in una visione “sistemica” di ciclo chiuso, come avviene in natura quando il rifiuto o la morte di una determinata specie o elemento, significa cibo e vita per un’altra. Occorre, quindi, progettare l’impresa, le sue attività, i suoi prodotti, imitando la natura. Ad esempio, nel caso di un prodotto bisogna fare in modo che le sue componenti di base siano a loro volta scomponibili, riciclabili, metabolizzabili senza creare danno alla salute dei cittadini e all’ambiente. Occorre che lo sviluppo tecnologico ed organizzativo prenda esempio da ciò, nel tentativo di replicare quelle formidabili “magie” che la natura sa produrre in ogni luogo e circostanza.

 
3. Energia rinnovabile

Se è vero che l’energia solare è l’unica fonte di energia perenne e rinnovabile, che non crea effetti distorsivi entropici o inquinamento; se è vero che l’attuale modello di economia industriale e di mercato non ha le caratteristiche per protrarsi in un tempo indefinito poiché insostenibile; se è vero che l’energia è la prima fonte di potere e se è vero che i conflitti universali hanno origine dalla necessità di esercitare e controllare i poteri primari, ne consegue che rendere disponibile e fruibile in forma gratuita e durevole l’energia elettrica a tutti i popoli del mondo, può creare benessere ed armonia universale.

 
4. Produttività delle risorse

Sotto questo principio coabitano due logiche. La prima, collegata al minor spreco possibile delle risorse naturali scarse, è perseguibile tramite un’attenta progettazione dei processi e l’applicazione della logica del ciclo chiuso. La seconda sposa la nozione di produttività delle risorse in senso stretto ovvero della loro capacità di esprimere rendimenti costanti nel tempo, senza innaturali forzature o residui tossici che vengono poi metabolizzati nei prodotti finiti.

 
5. Catena del valore compatibile (CVC)

Occorre rivalutare ogni singolo fattore della Catena del Valore di ogni impresa operando in modo tale che, nel medio-lungo termine, ciascuno di essi risulti pienamente compatibile sia con le logiche dello Sviluppo Sostenibile sia con le esigenze del mercato (creazione di valore per le imprese; piacere e soddisfazione dei reali bisogni del cittadino). La Catena del Valore Compatibile è una catena “lunga” che osserva l’impatto dell’agire di un’impresa ben oltre il ciclo tradizionale (produzione – vendita), considerando anche i suoi effetti duraturi sulla vitalità del Pianeta, sulla salute e sul benessere dei cittadini, sugli equilibri sociali.

 
6. Decentramento e creazione del valore

La logica della “dimensione di scala”, diffusa nella cultura d’impresa come fattore critico di successo, non è sempre necessariamente corretta. Infatti tutto ciò che è massificato e di grande dimensione genera sprechi (ridondanza) e costi collaterali non necessari. Piccoli impianti produttivi decentrati sono a volte molto più efficaci rispetto a quelli centralizzati in quanto in armonia con il ritmo della domanda locale. Globalizzazione e localizzazione sono, secondo noi, due concetti che possono convivere ciascuno assolvendo a specifiche esigenze: la globalizzazione risulta utile quando si affrontano bisogni omologati, universali e massificati (es. alimentazione di base), la localizzazione è utile, invece, quando si ha a che fare con culture e tradizioni specifiche (es. varietà autoctona di un vitigno difficilmente riproducibile altrove) o mestieri specializzati (es. l’arte del merletto). In ogni caso è fondamentale operare affinché il valore aggiunto generato dall’attività dell’impresa venga correttamente ripartito tra tutti i soggetti che concorrono alla sua creazione, sia all’interno sia all’esterno della stessa. Questo “decentramento” crea inoltre equilibrio sociale evitando conflitti e tensioni.

 
7. Soddisfazione dei desideri del cittadino e piacere di vivere

La nozione di qualità della vita non passa necessariamente attraverso una logica puramente monetaria, ma tiene in considerazione altre variabili di natura immateriale quali la vivibilità dell’ambiente, la partecipazione alla vita sociale di una determinata comunità, l’appagamento intellettuale e culturale, il radicamento a valori e tradizioni proprie, le relazioni affettive, l’intrattenimento ludico, la creazione di nuovi desideri e sogni, la salute, la bellezza. Un modello di sostenibilità che imponga rinunce e frustrazioni non sarà mai accettato né adottato nei comportamenti quotidiani dei cittadini. Un modello di sostenibilità che non imiti la natura nelle sue espressioni di abbondanza, generosità, piacere, vitalità piena, energia, fecondità ed emozione, non è perseguibile.

 
8. Innovation e Renovation

Il problema di una qualsivoglia organizzazione che crea valore è legato sia alla sua capacità di individuare assi di sviluppo e di crescita attraverso meccanismi di aggiornamento tecnologico ed innovazione spinta (Innovation), sia alla sua capacità di sviluppare il proprio asset di prodotti/servizi ed il proprio know–how in relazione all’evolvere delle civiltà, cultura e stili di vita (Renovation). Il problema di fondo è dunque quello di sapersi sempre adattare al mercato ed incrociare correttamente la domanda rinnovando continuamente e adattando i prodotti già esistenti alle aspettative dei consumatori.

 
9. Revisione fiscalità ed incentivazioni governative

Una corretta gestione dei prelievi fiscali e le incentivazioni allo sviluppo economico dovrebbero premiare tutti coloro che si comportano meritoriamente nei confronti della sostenibilità e delle sue logiche di rispetto dell’ambiente e della società civile (catena del valore lunga). Non è proprio una logica di favore o di scelta ideologica, ma puramente un fatto economico: chi genera inefficienze di sistema ed esternalizzazione dei propri costi dovrebbe comunque rimborsarli (maggiori prelievi fiscali, minori incentivazioni, ecc.) ed essere punito per questo comportamento colpevole (multe, ritiro licenze, ignominia sociale, ecc). Chi non li genera ed anzi si adopera per un’armonia complessiva di sistema, dovrebbe essere incentivato (investimenti a fondo perduto, defiscalizzazioni, incentivi, ecc.).

 
10. Evoluzione delle popolazioni

Questo argomento è forse il più critico tra tutti quelli trattati, perché se è vero che l'attuale modello sociale provoca un raddoppio delle popolazioni mondiali ogni trenta anni, nel giro di qualche generazione sarà impossibile sopravvivere anche adottando modelli economici sostenibili. La materia non fa parte, tuttavia, delle tematiche relative alla cultura d'impresa se non per l'aspetto specifico collegato alla promozione di prodotti o di comportamenti che speculano sulla crescita delle popolazioni: un conto è produrre e vendere beni/servizi che aiutano a vivere meglio e favoriscono una sana evoluzione della specie umana, un altro è sollecitare le persone a fare più figli possibile al fine di vendere di più o acquisire benefici di parte. Tutti i comportamenti che favoriscono la crescita delle popolazioni ai fini di un mero interesse economico, politico o ideologico sono banditi da una sana economia sostenibile. In questo contesto, l’emancipazione della donna, la sua consapevolezza nella procreazione e nella gestione del nucleo famigliare assumono un ruolo determinante per il contenimento dello sviluppo incondizionato della popolazione.

 
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