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CULTURA. La dieta mediterranea divenuta patrimonio dell’umanità

Dal 16 Novembre 2010 la Dieta Mediterranea è ufficialmente iscritta nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, come decretato dal Comitato Intergovernativo dell’UNESCO riunitosi a Nairobi (Kenya).


“La dieta mediterranea è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola: la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e il consumo del cibo. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il caposaldo di consuetini sociali ed eventi festivi. Ha dato alla luce un formidabile corpo di conoscenze, canzoni, proverbi, racconti e leggende.” riferisce Coldiretti, con riferimento alla bozza di decisione del Comitato. “La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio. I suoi ingredienti principali sono olio di oliva, cereali, frutta e verdura, fresche o secche, una parte moderata di pesce, prodotti lattiero-caseari e carne, svariati condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusioni, sempre nel rispetto delle convinzioni di ogni comunità”.


“Tutti i prodotti cardine della Dieta Mediterranea vedono” – evidenzia la Coldiretti – “l’Italia ai vertici mondiali nella produzione. Ma il successo all’estero di questi prodotti rappresenta anche un volano di sviluppo per il turismo enogastronomico che vale cinque miliardi e si conferma il vero motore della vacanza Made in Italy, unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta turistica nazionale”.


Come sottolinea il Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan: “A livello internazionale, con questa proclamazione, è stato certificato una volta per tutte lo stretto legame tra la cultura e le pratiche alimentari tradizionali di un popolo, ed è stata consacrata la loro inscindibilità. La Dieta Mediterranea in quanto insieme unico al mondo di pratiche alimentari, sociali e culturali ha pienamente meritato il riconoscimento convinto dell’UNESCO“.


La candidatura della Dieta Mediterranea, la prima pratica alimentare al mondo ad ottenere tale riconoscimento, è stata presentata da Italia, Spagna, Grecia e Marocco. La lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità conta già 166 elementi e per l’Italia la Dieta Mediterranea è il terzo della lista nazionale, dopo l’opera dei pupi siciliani e il canto a tenore sardo.


Ma pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno soprattutto consentito agli italiani – sottolinea la Coldiretti – di conquistare il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore a quella europea.


Secondo recenti studi pubblicati sul British Medical Journal analizzati dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell’Università di Firenze, la Dieta Mediterranea riduce del 13 per cento l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer, del 9 per cento quella per problemi cardiovascolari e del 6 per cento quella del cancro.

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