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FINANZA. Summit ESG in Vaticano: energia pulita per la Casa Comune

Si è tenuta a Roma il 27 Gennaio 2017 presso la Sala Pio XI della Pontificia Università Lateranense, la Conferenza internazionale “Laudato Si’ e Investimenti Cattolici: Energia Pulita per la nostra Casa Comune, promossa da FOCSIV – Volontari nel mondo, dalla Commissione Giustizia e Pace JPIC del USG – Unione dei Superiori Generali e del UISG – Unione Internazionale delle Superiori Generali, da GCCM – Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, CAFOD – Catholic Agency Development Charity, Trócaire – Irish Charity Working for a Just World e CIDSE.

 

Esponenti del mondo cattolico e della finanza hanno partecipato 5413-responsabilita-sociale-carta-investimento-sostenibile-350a quattro distinti panel in cui sono stati discussi i legami tra operazioni di disinvestimento da combustibili fossili e reinvestimento responsabile in energia rinnovabile attuate da importanti ordini religiosi che, in coerenza con l’appello contenuto nell’enciclica di Papa Francesco Laudato Si’, stanno riconsiderando le strategie finanziarie di investimento del proprio patrimonio, optando per quei fondi che non includono imprese sorde alla causa di una giusta transizione energetica e non prestano attenzione ai criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG).

 

Il socio Andrea Gasperini, Responsabile AIAF “Mission Intangibles®”, dopo aver seguito l’incontro, ne ha riportato un resoconto sull’Osservatorio ESG di AIAF, che vi invitiamo a leggere a questo link: http://www.aiaf.it/osservatorio-esg-8.

 

Riportiamo inoltre una breve sintesi realizzata dal socio Roberto De Cardona.

 

La Conferenza era articolata in 4 Sessioni. La prima sessione verteva sul tema del disinvestimento dai Fondi Oil&Gas. Ha aperto il dibattito il Cardinal Ribat della Papua Guinea, seguito da Mark Campale, Rev. Fletcher Harper ed Ellen Dorsey, tutti e tre gestori di fondi di matrice cattolica. Dopo un’introduzione sul problema del riscaldamento globale procurato dai carburanti fossili e della sparizione di molte isole nell’Oceano Pacifico causato dall’innalzamento del livello dei mari, è stato sottolineato l’abbassamento dei costi dell’energia alternativa, eolica e solare, confrontata ai costi di estrazione del petrolio e gas: il petrolio a oltre 70 $ al barile è antieconomico rispetto ai costi delle energie alternative. E’ stato inoltre dichiarato che la metà delle società Oil&Gas classificate nella lista di Fortune 500 nel 2000, oggi non esistono più.

 

La seconda sessione verteva sull’investimento e disinvestimento dal settore Oil&Gas dal punto di vista Finanziario. Sono intervenuti Dan Carson, Jochen Wermuth, Aldo Bonati e Ian Halsted, tutti gestori o analisti di Fondi che hanno già iniziato lo shift dal comparto Oil&Gas a quello dell’energia pulita, sottolineandone i vantaggi in termini di ritorno economico.

 

La terza sessione verteva su casi concreti di disinvestimento dal comparto Oil&Gas da parte di Istituzioni Cattoliche. Gli Speaker: George Hanley tesoriere dell’ Universita’ di Dayton, Rev. Henrik Grape del consiglio delle chiese Svedesi, suor Susan Vickers del fondo sanitario Dignity Health di San Francisco, John O’Shaughnessy delle suore Francescane di Maria di Saint Luois, Barry Leidl tesoriere dei Gesuiti in Canada, Amy Echeverria coordinatore della società missionaria Colombiana. Rispetto ai precedenti interventi, hanno voluto sottolineare l’alta pericolosità del carbone tra i carburanti fossili, oltre al petrolio ed il gas.

 

La quarta sessione faceva il punto della situazione e si poneva il problema di come aumentare la sensibilità in modo da investire in maniera più responsabile. Gli Speaker: Tomas Insua del Global Catholic Climate Movement, Alison Tate responsabile strategie della Intl. Trade Union Conference di Sidney, Ciara Shannon Direttrice One for All del Malawi, suor Sheila Kinsey direttrice della Commissione Justice and Peace di Chicago. E’ stato sottolineato come il movimento di disinvestimento da Oil&Gas è iniziato, ma che rimane ancora molto da fare: per esempio, tra le varie migliaia di fondi di matrice cattolica negli Stati Uniti poco più del 5/6% ha già applicato queste nuove strategie di disinvestimento.

 

Il convegno è stato utile ad aumentare la consapevolezza a livello globale su quale sia la direzione per il futuro, tuttavia rimane la grave incognita sulle strategie che vorrà seguire il nuovo Presidente degli Stati Uniti, ma questo argomento è stato solo sfiorato.

 

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