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SPORT. I “Green Goal” dei mondiali di calcio

I Mondiali di calcio 2010 sono ormai entrati nel vivo. Si tratta di un evento che arriverà a coinvolgere un pubblico vastissimo. Difficile, quindi, riuscire ad evitare o ridurre gli sprechi durante manifestazioni di tale portata. Gli organizzatori di questa edizione della Fifa World Cup pensano sia possibile.

Alcuni giorni prima del calcio di inizio, infatti, sono stati presentati a Johannesburg tre grandi progetti che puntano proprio al risparmio e al rispetto dell’ambiente.


L’iniziativa si chiama Green Goal Action Plan, promossa e finanziata dal GEF (Global Environment Facility), dall’UNEP (United Nations Environment Programme) e dal DFE (South African Department of Environmental), si propone di raggiungere questi importanti obiettivi.

Il primo passo sarà quello di ridurre le emissioni di CO2 attraverso un sistema di efficienza energetica. Alcune delle città che ospiteranno i mondiali verranno così dotate di semafori pubblici e lampioni che funzioneranno ad energia solare. I tabelloni degli stadi, inoltre, saranno trasformati in pannelli fotovoltaici in modo da consumare solamente energia rinnovabile.

Un’altra idea prevede di incentivare ad un turismo responsabile, i numerosi tifosi che raggiungeranno il Sud Africa per le partite. Tra breve sul sito www. greenpassport.co.za sarà possibile scaricare un vero e proprio “passaporto green“, un opuscolo di circa 30 pagine nel quale trovare tutte le informazioni utili per visitare questa regione (numeri d’emergenza, alberghi green, cibo, trasporti).


Inoltre l’UNEP, con il supporto della Puma e in collaborazione con ben 11 delle squadre partecipanti al torneo (anche l’Italia), ha lanciato un programma per misurare la carbon footprint delle nazionali che includerà i voli internazionali da e per i paesi d’origine, i voli interni, gli spostamenti verso i campi di gioco e verso gli hotel. Si stima un totale di 6.050 tonnellate di gas serra.

Per completare verranno realizzati anche 5 progetti minori: il compostaggio del suolo, la fornitura di fornelli solari, l’illuminazione a led, impianti di energia eolica e il Domestic Fire Lighting che consente di accendere i fornelli riducendo al minimo le emissioni prodotte.


Grazie ad un accordo con la Nike, inoltre, le maglie indossate dalle nazionali saranno realizzate attraverso il riciclaggio di contenitori di plastica. Il processo prevede la trasformazione della plastica, prelevata dalle discariche giapponesi e taiwanesi e la trasformazione di filati poi convertiti in tessuti. In particolare ogni maglia consentirà di recuperare ben 8 bottiglie.

L’iniziativa ecosostenibile riguarderà anche le magliette destinate alla vendita sul mercato. Se si considera l’elevato numero di divise utilizzato solitamente dai giocatori il risparmio in termini ambientali, sarà di circa 254 tonnellate di rifiuti oltre a ridurre il consumo di energia fino al 30% in meno rispetto alla produzione di poliestere vergine.

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