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Imprese: come smettere con la plastica monouso?

Con le nuove normative e l’aumento delle pressioni di consumatori e stakeholder, le imprese sono obbligate a far fronte ai costanti solleciti per mantenere il proprio impegno ad eliminare il monouso. Le imprese leader stanno già procedendo con progetti volti a questo scopo. Da un uso innovativo dei materiali, allo spostamento di interi modelli di business nell’area della servitizzazione (vendita di prodotti in combinazione con servizi di recupero), queste tendenze dimostrano che c’è un forte interesse nella lotta alla plastica monouso che passa dalla riconfigurazione degli attuali approcci sugli approvvigionamenti in un’ottica di economia circolare. Vediamo qualche esempio.

 

Imballaggi commestibili
Con oltre 480 miliardi di bottiglie di plastica monouso e 11 miliardi di bustine di plastica vendute in tutto il mondo ogni anno, l’industria alimentare e delle bevande è probabilmente l’epicentro del problema globale delle materie plastiche. Tuttavia le aziende devono valutare numerosi effetti a catena prima di eliminare gradualmente la plastica, come ad esempio la produzione di rifiuti alimentari e il costo del loro imballaggio.

 

Un’innovazione che ha già ottenuto il via-libera da diverse grandi aziende è l'”Ooho“, una bustina per bevande commestibile e compostabile, a base di alghe. Realizzata dalla società di sviluppo imballaggi Skipping Rocks Lab e finanziata dall’iniziativa Sky Ocean Ventures, impiega circa sei settimane per decomporsi in discarica.

 

Imballaggi a base di carta
I materiali alternativi hanno un ruolo importante nella lotta contro la plastica monouso, tuttavia se per i metalli e il vetro rimangono ancora aperti i dibattiti sul trade-off della commutazione del carbonio, la carta gode di maggior favore – purché provenga da fonti sostenibili – e si sta cercando di migliorarne la durata.

 

Unilever ad esempio ha lanciato con il marchio Solero la sua prima gamma di ghiaccioli “senza plastica”. L’innovativo packaging ha scomparti integrati che consentono di tenere separato ogni ghiacciolo senza bisogno dell’involucro di plastica. Al fine di ridurre al minimo i danni e le perdite dell’imballaggio, la scatola di cartone esterna è rivestita in PE (polietilene), accettato dalla maggior parte delle autorità locali. Esempi più ambiziosi sono rappresentati dalle bottiglie di carta, con Coca-Cola, The Absolut Company e L’Oréal che si sono unite a Carlsberg per ampliare soluzioni su carta per sostituire le bottiglie di plastica monouso.

 

Prodotti nudi
Alcuni imballaggi in plastica sono essenziali per evitare lo spreco alimentare, tuttavia per alcune tipologie di prodotto l’imballaggio è un fattore principalmente estetico per scopi di marca o pubblicità. Di conseguenza alcune aziende stanno cercando di eliminare il pack. Ad es. il marchio di salute e bellezza Lush ha aperto il suo primo negozio privo di plastica nel Regno Unito, dopo il successo ottenuto in Germania e in Italia. I clienti sono incoraggiati a collocare i prodotti in sacchetti di carta realizzati con materiale riciclato al 100% o scatole di metallo riutilizzabili.

 

Ricariche e ritiri
Sempre più aziende stanno ragionando in ottica di servizio, rafforzando le relazioni con il consumatore. Evian ad es. sta testando un elettrodomestico ricaricabile per l’acqua domestica. Il dispositivo è costituito da un contenitore pieghevole a “bolla” da cinque litri, che ospita la ricarica del prodotto. Il contenitore è realizzato al 100% in plastica riciclata e contiene il 66% in meno di plastica in peso rispetto ad una bottiglia Evian da 1,5 litri. Il rivenditore di articoli per la salute e la bellezza The Body Shop ha lanciato un piano di ritiro internazionale per i suoi imballaggi in plastica. Sta inoltre includendo più contenuto riciclato nella confezione e offrendo il suo schema di recupero con TerraCycle – un sistema simile a quelli offerti da Garnier, L’Oreal e Colgate Palmolive.

 

Riciclaggio
Comprendendone l’opportunità di mercato, alcune aziende si sono prese la responsabilità di rimuovere la plastica dagli oceani. L’impresa di prodotti per la pulizia della casa SC Johnson ha sviluppato la prima bottiglia di plastica del settore interamente realizzata con plastica oceanica riciclata per il suo marchio Windex, mentre Coca-Cola ha svelato campioni di bottiglie costituite al 25% di plastica marina riciclata.

 

Dei 100 miliardi di capi che produce ogni anno lindustria della moda, la maggior parte sono realizzati con miscele di tessuti a base di plastica e si ritiene che i vestiti, le scarpe e gli accessori messi in discarica ogni anno si aggirino intorno ad un valore di circa 165 milioni di euro. Il gigante dell’abbigliamento sportivo Adidas ha prodotto oltre cinque milioni di paia delle sue scarpe da ginnastica Parley nel 2018, che contengono il 95% di plastica riciclata post-consumo (PCR) proveniente dall’oceano e dalla pulizia delle spiagge, pianificando di arrivare ad una produzione di circa 11 milioni di paia.

 

L’azienda francese di moda Petit Pli ha sviluppato abbigliamento espandibile per bambini, realizzato con bottiglie di plastica riciclata. Dato che i bambini crescono fino a sette taglie nei loro primi due anni, l’abbigliamento ha un impatto molto significativo sul numero di capi necessari per vestire un bambino nel tempo.

 

Processi di riciclaggio chimico
Secondo gli studi del Center of International Environmental Law (CIEL), l’industria delle materie plastiche è la fonte di emissioni industriali in più rapida crescita, con il 99% del mercato delle materie plastiche derivato da combustibili fossili. Di conseguenza, molte aziende stanno verificando il potenziale impatto della creazione di nuove materie plastiche da materiali di bassa qualità attualmente sul mercato.

 

Mars e Nestlé hanno collaborato con la società di soluzioni di imballaggio Citeo, il colosso dell’energia Total e il fornitore di tecnologie di riciclaggio Recycling Technologies per sviluppare un processo di riciclaggio di prodotti chimici industriali per imballaggi in plastica in Francia. Il gigante del retail Tesco  testerà un sistema innovativo in grado di convertire la plastica in olio. Nestlé sta collaborando con Procter & Gamble (P&G) nel tentativo di portare sul mercato una tecnologia che ripristini i flussi di plastica riciclata alla qualità “quasi vergine”.

 

Fonte: www.edie.net

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