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INIZIATIVE. Charta Smeralda: una nuova speranza per la difesa del mare

Nel mese di febbraio a Milano si è svolta la conferenza stampa per la presentazione del progetto “One Ocean” a difesa del mare. Si è trattato di un’iniziativa dello Yacht Club Costa Smeralda, che ha voluto così festeggiare i 50 anni del prestigioso sodalizio, mettendo a disposizione energie ed entusiasmo per correggere la pericolosa deriva della salute degli oceani, assaliti da troppo tempo dalle tragiche conseguenze del degrado sotto gli occhi di tutti, con un peggioramento delle condizioni delle acque e con i gravi pericoli a danno della biodiversità e del clima.

 

I soci di questo club hanno chiamato a raccolta altri numerosi Yacht Club del pianeta, oltre 300, che sono in grado di osservare più di chi non “va per mare” i risultati di questo peggioramento. Ai primi di ottobre a Milano si è potuto vedere il grande lavoro fatto nei mesi precedenti in occasione del primo convegno “One Ocean Forum”, dove sono stati chiamati a raccolta molti scienziati e uomini di mare, viaggiatori, artisti ed eminenti personalità internazionali che conoscono e studiano il mare e il suo attuale stato di salute.

 

Ne è nata così una vera chiamata a raccolta che, denunciando l’attuale stato di degrado degli oceani, e soprattutto del nostro più fragile e a rischio Mar Mediterraneo, sotto la regia scientifica della Bocconi ha dato vita ad una presa di coscienza collettiva, che con entusiasmo si è coalizzata nell’intento di chiamare tutti, per quanto possibile a ciascuno e ciascuno nel proprio ambito, a farsi testimoni dell’impegno a difendere il mare dai suoi più grandi nemici. Li possiamo riassumere nel continuo aumento di anidride carbonica, di cui un terzo viene assorbito dal mare, creando una maggiore acidificazione che porta alla morte dei coralli, grandi fornitori di ossigeno ancor prima che si formasse il mondo vegetale, e l’uso sconsiderato della plastica, ormai arrivata ad invadere gli oceani formando innumerevoli vortici, vere e proprie enormi isole di plastica, che trasformandosi in micro plastiche, e recentemente si è scoperto anche in nano plastiche, che entrano nella catena alimentare dell’uomo attraverso i pesci, mettendo a rischio anche la biodiversità marina insieme alla nostra salute.

 

Tante sono state le testimonianze anche di chi ha già iniziato, nel mondo dell’impresa, a cercare di correggere questa pericolosissima deriva che coinvolge milioni di abitanti delle coste, ma anche noi tutti con i cambiamenti climatici in atto dovuti al riscaldamento del mare, causa tra l’altro di vere migrazioni capaci di alterare una equilibrata coesistenza tra i popoli.

 

Noi di Planet Life Economy Foundation, che ci occupiamo da 15 anni di sostenibilità ambientale, sociale ed economica con focus sull’impresa, chiediamo a tutti, soci e simpatizzanti, di firmare la CHARTA SMERALDA (vedi documento), codice etico per condividere principi e azioni al fine di unirci in questo impegno totale non più procrastinabile a tutela dell’ambiente marino (SDG 14 dell’Agenda ONU 2030), da cui è nata la vita, ma che può distruggere a sua volta i nostri equilibri vitali, se continuiamo ad ignorare le più elementari regole a salvaguardia del nostro unico meraviglioso Pianeta.

 

Tante voci ci richiamano da tempo a questo obbligo, soprattutto nei confronti delle future generazioni, ma purtroppo non sono ancora riuscite a creare la necessaria mobilitazione globale per cercare di diminuire, e possibilmente fermare, i danni causati dal nostro tempo già definito l’Antropocene.

 

Per saperne di più e firmare: Charta smeralda – One Ocean Forum (link)

 

Maria Antonietta Porfirione Todaro
Vice Presidente Plef

 

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