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La dichiarazione ambientale di prodotto finalmente in comunicazione sui media nazionali

La dichiarazione ambientale di prodotto finalmente in comunicazione ed in prime time televisivo sui media nazionali. Il merito è di MONTANA, storico brand italiano della carne in gelatina. L’affermazione comunicata nella campagna televisiva ha il suo rimando nella confezione del prodotto esposto sugli scaffali, sia nel cluster in cartoncino delle confezioni multiple, sia sulla lattina della singola confezione in alluminio.

 

Il fatto importante della comunicazione televisiva è che, al di là della dichiarazione leggibile anche sul pack come il resto dell’etichetta, lo spettatore e potenziale consumatore è attratto a capire di cosa si tratta; attraverso la lettura del QR code avrà invece la possibilità di accedere al sito di INALCA nella sezione “percorsi di sostenibilità” dove troverà la scheda che gli permetterà di scoprire la certificazione EPD (Enviromental Product Declaration), che significa entrare nel mondo dell’azienda, conoscerne la filiera, i fattori rilevanti del suo processo ed infine gli impatti sull’ambiente, sia per l’emissione di gas serra, sia per i consumi di acqua, sia di uso di materiali e risorse energetiche rinnovabili o no rispetto a tutta la vita del prodotto, fino al consumo e allo scarto dell’imballo usato. Potrà quindi conoscere cosa è più impattante tra allevamento, macellazione, trasformazione, distribuzione o fine vita e potrà capire quale formato sia più conveniente comprare anche in rapporto agli altri prodotti (ad es. Montana presenta la stessa analisi per gli hamburger). Così facendo il consumatore può diventare più responsabile, l’azienda più autorevole, per un miglioramento condiviso del sistema.

 

Il sistema EPD, seppur non vincolo di legge, ha già oggi ampia applicazione e negli alimentari annovera importanti utilizzatori nei settori dei latticini, della pasta, dei prodotti da forno, della birra, delle acque minerali, dei succhi di frutta e degli oli extra vergine, ma ci si domanda il motivo per cui nessuno lo comunichi in televisione e perché la GDO non lo evidenzi a scaffale e non lo faccia sui propri prodotti a marchio. Complimenti quindi ad INALCA e un incoraggiamento a tutti gli altri: il mercato aspetta queste informazioni e gli esperti di comunicazione devono diventare bravi a comunicarle, perchè si tratta di QUALITA’ e VALORI per tutti!

 

Emanuele Plata, presidente PLEF

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Approfondimento: EPD e LCA, significato e prospettive

 

Contributo di Valentina Castellani, esperta LCA e consulente per la sostenibilità

 

L’EPD o, in italiano, DAP (Dichiarazione Ambientale di Prodotto) è uno schema di certificazione che si basa su uno studio di ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) di un prodotto, o di più prodotti della stessa famiglia.

 

Lo schema EPD fa parte delle etichettature ambientali di tipo III, secondo la definizione della norma ISO 14025, e consiste in una dichiarazione ambientale verificata da un ente indipendente rispetto all’azienda e a chi ha condotto lo studio. Il programme operator (in questo caso l’ente International EPD System) definisce regole specifiche riguardo alle modalità di realizzazione dello studio LCA per le diverse categorie di prodotto, con l’obiettivo di rendere i risultati confrontabili e garantire una concorrenza leale tra le aziende. Il risultato è una scheda tecnica ambientale del prodotto, che riporta le caratteristiche principali dei prodotti analizzati e il risultato dell’impatto ambientale calcolato nello studio.

 

Uno studio LCA di un prodotto permette di individuare quali fasi del suo ciclo di vita sono più impattanti e, quindi, dove è prioritario intervenire per ridurne gli impatti complessivi. L’analisi considera tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto, a partire dall’estrazione delle materie prime, fino al suo fine vita (considerando le possibilità di riciclo o smaltimento), e per ognuna di queste fasi considera il consumo di risorse (materiali ed energetiche) e l’emissione (in atmosfera, nell’acqua e nel suolo) di sostanze potenzialmente impattanti.

 

Questo sistema allarga il focus della certificazione ambientale dallo stabilimento produttivo all’intera filiera del prodotto, evidenziando la responsabilità delle aziende non solo rispetto all’organizzazione dei propri processi produttivi, ma anche in merito alla scelta dei fornitori, al sistema di distribuzione scelto, alla tipologia di packaging e alla sua facilità allo smaltimento, ecc.

 

L’EPD rappresenta quindi uno strumento utile per comunicare le proprie performance ambientali in modo trasparente e verificato, sia ai propri clienti business che al consumatore finale.

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