economia

L’Agenda 2030 come riferimento strategico degli enti territoriali

Martedì 15 dicembre 2020 si è tenuta la videoconferenza di Presentazione del Rapporto ASviS su “I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile“.

 

Partendo dal rapporto nazionale annuale, per la prima volta l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha presentato una analisi sulla sostenibilità dei territori mostrando come l’Agenda 2030 possa diventare un riferimento strategico degli enti territoriali.

 

Secondo l’analisi, entro il 2030 oltre il 60% delle regioni potrebbe riuscire a ridurre il tasso di mortalità, l’abbandono scolastico e circa il 50% ad aumentare l’uso di energie rinnovabili, in linea con i target dell’Agenda 2030. Non riuscirà invece, a meno di un profondo cambiamento delle politiche, a raggiungere la parità di genere nell’occupazione, a ridurre le disuguaglianze di reddito e il consumo di suolo e raggiungere l’efficienza idrica.

 

Con l’elaborazione di indicatori compositi per regioni e province relativi agli SDGs – che sintetizzano oltre 100 indicatori elementari riferiti al periodo 2010-2019, e di misure delle distanze dai Target previsti per il 2030 per città metropolitane e aree urbane, l’ASviS integra il Rapporto 2020 pubblicato a ottobre mostrando il forte ritardo – aggravato dalla crisi pandemica – verso l’attuazione dell’Agenda 2030 e simulando l’andamento del Paese e dei suoi territori (regioni, province e città metropolitane) in chiave prospettica, sui prossimi dieci anni.

 

Con riferimento al raggiungimento degli Obiettivi entro il 2030, dall’analisi basata sulle tendenze degli ultimi anni emerge che l’Italia potrebbe riuscire a centrare i target quantitativi associati a tre Goal: Goal 2 (Quota di coltivazioni destinate a colture biologiche), Goal 3 (Tasso di mortalità per le maggior cause) e Goal 16 (Affollamento degli istituti di pena). Un progressivo avvicinamento ai target quantitativi si potrebbe determinare in quattro casi: Goal 4 (Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione e Quota di laureati e altri titoli terziari), Goal 7 (Quota di energia da fonti rinnovabili) e Goal 13 (Quota di emissioni di gas serra), obiettivi principali del Green deal europeo. Negative o decisamente negative appaiono invece le tendenze per i rimanenti 14 target quantitativi: Goal 1 (Quota di persone a rischio povertà ed esclusione sociale), Goal 2 (Uso dei fertilizzanti), Goal 3 (Incidenti stradali), Goal 5 (Parità di genere nel tasso di occupazione), Goal 6 (Efficienza delle reti idriche), Goal 8 (Tasso di occupazione 20-64 anni), Goal 9 (Spesa per ricerca e sviluppo), Goal 10 (Disuguaglianza del reddito disponibile), Goal 11 (Qualità dell’aria e offerta del trasporto pubblico), Goal 12 (Produzione di rifiuti), Goal 14 (Aree marine protette), Goal 15 (Consumo di suolo e Aree protette terrestri), Goal 16 (Durata dei procedimenti civili).

 

Le proposte dell’ASviS:

  • coordinare il Pnrr e il Programma nazionale di riforme (Pnr) come «Programma quadro per lo sviluppo sostenibile 2021-2026» che metta a sistema le molteplici strategie settoriali e assuma la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS) in corso di aggiornamento come scenario al 2030;
  • costruire i sistemi di monitoraggio sulla base dei Goal dell’Agenda 2030 e dei relativi Target nazionali, i quali vanno assegnati in modo differenziato alle Regioni e ai territori per stimolare un percorso di convergenza verso gli Obiettivi al 2030;
  • assicurare il forte coinvolgimento delle Regioni, delle Province, delle Città metropolitane, dei Comuni e delle loro Unioni nel disegno e nell’attuazione del Pnrr;
  • predisporre una Agenda urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile, come articolazione della Strategia nazionale, con un forte ruolo di coordinamento da parte del Comitato interministeriale per le politiche urbane (Cipu) opportunamente riformato;
  • dare continuità anche per il prossimo settennato 2021-2027 alla Strategia nazionale per le aree interne (Snai);
  • definire le nuove procedure del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess), che deve essere la cabina di regia del Pnrr e che adotterà per valutare i progetti d’investimento con uno strumento per il controllo di sostenibilità dei singoli progetti rispetto agli SDGs e ai relativi Target.

 

Per leggere il riassunto della giornata: link.

 

Per scaricare il Rapporto con le buone pratiche territoriali degli aderenti, tra cui il Premio Bezzo promosso da PLEF, Aregai e Aiquav: link

 

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