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L’Unione Europea promuove le strategie sostenibili d’impresa

La rendicontazione non finanziaria è ora regolata da una normativa europea. Il Consiglio Europeo ha infatti approvato in data 29 Settembre 2014 la proposta di una direttiva “sulla informativa societaria in tema di responsabilità sociale e sostenibilità”, provvedimento che inizialmente riguarderà le entità di interesse pubblico con più di 500 dipendenti. Sarà compito degli Stati Membri, nei 24 mesi successivi all’approvazione, integrare la legislazione nazionale con la direttiva. L’obiettivo è di aumentare la trasparenza e l’accountability sui temi di carattere non finanziario, quindi, su base annuale, di rendere pubbliche misure in ambito di politiche ambientali, sociali e legate ai dipendenti, sulla diversità ed infine volte al rispetto dei diritti umani ed azioni anti-corruzione. Nel caso queste mancassero, sarà necessario fornire il motivo di tale assenza adottando l’approccio di complay or explain.


Il convegno “La direttiva EU sulla rendicontazione non finanziaria. Le aziende si confrontano con il Governo”, tenutosi a Roma presso Unioncamere il 26 Gennaio, si inserisce perfettamente nel processo di recepimento della direttiva comunitaria nella legislazione nazionale. E’ emerso come questo provvedimento porti ad una piccola rivoluzione della CSR, perché questo incremento di trasparenza non sarà più visto come un’azione buona di per sé, ma come conveniente per ogni entità; di fatto afferma che la competizione sul mercato e tra le imprese risiederà nella loro capacità di dimostrarsi sostenibili, di includere nella loro strategia il rispetto dei vincoli ambientali e sociali, indirizzando il riconoscimento del merito del credito o la raccolta di capitale su elementi sostanziali della durabilità d’impresa.


Pur essendo rivolta alle grandi realtà, la direttiva porterebbe visibili benefici anche alle PMI, che sono avvantaggiate in tal senso, perché più flessibili, più adeguabili, più vicine al territorio, più partecipabili dai portatori d’interesse. L’imprese sostenibili creano valore, aumentando la loro opportunità di competere, nazionalmente ed internazionalmente, ed innescando un sistema di redditività sostenibile, intesa come durevole nel tempo. Emerge dunque come sia importante creare un rating sulla responsabilità sociale di impresa accessibile a tutti e l’iniziativa Biblioteca Bilancio Sociale, creata da Nuvolaverde onlus e la società HP10, mette in pratica questa necessità. L’obiettivo è infatti di fornire un database che raccolga questi documenti e li valorizzi, rendendo sempre più semplice la consultazione, attraverso un sistema di classificazione dei bilanci per settore ed argomento.


La norma europea sottolinea l’importanza del rispetto ambientale e della responsabilità sociale, ma l’orizzonte che si profila va nella direzione dell’inserimento di tutti i sei capitali (finanziario, materiale, naturale, sociale, organizzativo e relazionale), facendoci immaginare la possibilità concreta di arrivare ad un bilancio integrato che patrimonializzi tutti gli elementi intangibili d’impresa, così come auspicato nella ricerca che noi di Plef stiamo portando avanti insieme ad AIAF sulla connessione tra intangibili e sostenibilità, che vede il patrimonio intangibile come contributo fondamentale alla creazione di valore all’interno delle imprese.


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