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NOTIZIE. Entrano in vigore le nuove disposizioni della legge anti-spreco

Il 14 settembre sono entrate in vigore in Italia le nuove disposizioni della cosiddetta legge anti-spreco. La norma, approvata il 19 agosto e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30, è stata pensata per favorire il recupero e la donazione di beni alimentari, di farmaci e di indumenti usati a persone che ne hanno bisogno.

 

La nuova legge è stata accolta bene dagli operatori del settore, che la ritengono un provvedimento che offre misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione, ma soprattutto stabilisce la priorità del recupero di cibo (la risorsa maggiormente sprecata, la cui stima europea ammonta a circa 100 milioni di tonnellate l’anno). La nuova legge definisce “spreco alimentare” l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare ancora consumabili (quelli che normalmente finiscono nella spazzatura). Definisce invece “eccedenze alimentari” i cibi che rimangono invenduti negli scaffali dei punti vendita, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza.

 

Siccome anche le eccedenze il più delle volte vengono buttate via, il provvedimento stabilisce che la loro cessione gratuita venga consentita anche oltre il temine minimo di conservazione – purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio ed idonee condizioni di conservazione – e dev’essere “destinata in via prioritaria al consumo degli indigenti”, mentre le eccedenze non più idonee al consumo possono essere cedute per il sostegno degli animali e per altre destinazioni, come il compostaggio.

 

Altra importante novità è costituita dalla previsione di benefici fiscali per chi cede prodotti alimentari: i Comuni ad esempio possono applicare una riduzione della TARI proporzionata alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita ed oggetto della donazione.

 

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