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NOTIZIE. Il Metodo Rondine da Harvard all’Onu

Il principio alla base del Metodo promosso dai nostri amici dell’Associazione Rondine, ovvero  quello di disinnescare il conflitto attraverso il dialogo e trasformarlo in un’occasione di crescita e sviluppo della società, sarà oggetto di studio delle più prestigiose università americane e canadesi durante una lunga missione oltreoceano, che si concluderà con un nuovo evento alle Nazioni Unite per il follow up della campagna Leaders for Peace, presentata lo scorso anno nella prestigiosa sede del Palazzo di Vetro di New York.

 

Il presidente Franco Vaccari inaugurerà il 25 novembre un ciclo di incontri e seminari per presentare ad accademici e studenti il modello Rondine, esempio di dialogo e integrazione. Il tour delle università si concluderà di fronte a una delle comunità accademiche più importanti del mondo: il 4 dicembre, infatti, Vaccari sarà a Boston, per portare l’esperienza di Rondine all’Università di Harvard, la più antica istituzione universitaria degli Stati Uniti.

 

Afferma Vaccari: “Vogliamo che Rondine diventi modello globale, perché disinnescare il conflitto è possibile. Anzi, è possibile trasformarlo in un’occasione di crescita e sviluppo della società tutta. Rondine può essere una risposta concreta non solo ai conflitti interpersonali, ma anche ai conflitti armati del mondo, strumento utile a disposizione della società globale.”

 

L’unicità del Metodo Rondine non è nuova oltreoceano. Già lo scorso anno, l’organizzazione è arrivata – su invito dalla Rappresentanza permanente d’Italia all’Onu – a confrontarsi con i 193 Stati membri delle Nazioni Unite, dove ha lanciato la propria campagna globale Leaders For Peace. L’appello della campagna, rivolto ai capi di Stato, propone di dedicare un importo simbolico dai budget per la Difesa in favore di borse di studio per formare futuri leader di pace, chiedendo ai paesi firmatari di porre un focus specifico sui diritti umani nei programmi nazionali di istruzione.

 

A sostenere Rondine, ancora una volta, è la Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite. L’ambasciatrice Mariangela Zappia ha portato la Cittadella della Pace all’attenzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, come best practice italiana. La missione sarà anche l’occasione per un evento di follow-up con Caritas Internationalis, in programma il 4 dicembre a New York presso il Church Center for the United Nations sul tema “Trasformare i conflitti in opportunità di dialogo“.

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