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NOTIZIE. Imprese e finanza presentano il documento congiunto per lo sviluppo sostenibile

Mentre il 72% degli italiani si aspetta dalle imprese un forte impegno per raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030, per la prima volta le principali organizzazioni imprenditoriali indicano al Governo in un documento congiunto,  le azioni urgenti per portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile.

Il documento, presentato durante la Conferenza dell’ASviSLe imprese e la finanza per lo sviluppo sostenibile. Opportunità da cogliere e ostacoli da rimuovere”, svoltasi oggi a Milano nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, indica gli interventi necessari per creare un contesto idoneo allo sviluppo sostenibile, per abbattere la pressione ambientale, per affrontare la dimensione sociale della transizione ecologica del sistema produttivo, per favorire lo sviluppo dei territori e per promuovere un modello economico orientato allo sviluppo sostenibile (guarda il documento).

 

Presso l’Auditorium di Assolombarda sono intervenuti molti dei protagonisti del mondo economico e figure di spicco dell’imprenditoria italiana. Alcuni spunti di riflessione sono stati forniti da una recente indagine di Eumetra; ad esempio, quali caratteristiche dovrebbe avere un’impresa impegnata per lo sviluppo sostenibile? Essere seria nell’affrontare questi temi (75%3), trattare bene i clienti (71%) e i dipendenti (73%), assicurare la qualità dei prodotti (73%), rispettare l’ambiente in tutte le attività (73%), essere attenta ai temi sociali (70%), al territorio in cui opera (73%) e all’uguaglianza di genere (66%) – la risposta degli intervistati. I settori più apprezzati sono quello alimentare, automobilistico, farmaceutico, della grande distribuzione e dei mezzi d’informazione, mentre i settori bancario, energetico e delle imprese di telefonia sono considerati meno impegnati per la sostenibilità.

 

La sostenibilità è sempre più considerata un fattore strategico dalle imprese oltre ad essere un importante elemento valoriale e reputazionale”, ha commentato il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. “Allo stesso tempo, il mondo della finanza guarda con sempre più attenzione a realtà imprenditoriali innovative, rispondenti ai criteri Environmental, Social and Governance (ESG). Tali criteri obbligano ad un cambiamento di prospettiva e ad investire non tanto nell’ottica di un vantaggio immediato, ma in una prospettiva di medio-lungo termine”.

 

Le imprese italiane potrebbero diventare un vero e proprio propulsore se fossero incoraggiate alla transizione da politiche di “sistema” che rimuovano i freni a questo processo. Come ha sottolineato il Portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini: “Il documento unitario dà un segnale forte al Governo e alle altre istituzioni. Ora, però, bisogna passare ai fatti e ci auguriamo che il Presidente del Consiglio convochi quanto prima il tavolo proposto dalle associazioni, anche in vista della preparazione della prossima Legge di Bilancio”.

 

Nel corso del convegno sono state presentate diverse iniziative e particolare attenzione è stata posta anche al ruolo cruciale delle donne nella definizione di strategie imprenditoriali coerenti con l’Agenda 2030, a esperienze di innovazione per lo sviluppo sostenibile e a nuove forme giuridiche aziendali, maggiormente in linea con i principi di sostenibilità.

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