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NOTIZIE. La Campagna “CiRiesco” per un consumo più responsabile e…felice

Lo scorso 30 maggio, durante la conferenza sugli impegni per lo sviluppo sostenibile organizzata da ASviS, è stata lanciata la campagna di comunicazione “CiRiesco” della Fondazione Pubblicità Progresso (aderente come PLEF all’Alleanza), che mira a sensibilizzare i cittadini su come alcuni comportamenti virtuosi dal punto di vista ambientale siano redditizi anche in termini economici e di salute.

 

 

Lo spot pubblicitario può piacere o non piacere, ma c’è un dato che mette tutti d’accordo: il processo culturale di educazione della cittadinanza alle tematiche di sostenibilità è ancora lungo.

 

Secondo Eurobarometro, infatti, il 77% degli italiani teme l’insicurezza globale e la distruzione dell’ambiente, ma solo il 9% sa cos’è l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Solo il 30% degli italiani ha sentito parlare degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il 60% pur avendone sentito parlare, non ne conosce il contenuto, il 27% ne ha una vaga idea e solo il 9% ne è realmente a conoscenza. Di fronte a questi dati, l’ASviS, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, “intende sensibilizzare gli operatori pubblici e privati, la pubblica opinione e i singoli cittadini sull’Agenda 2030, stimolare la ricerca e l’innovazione, proporre politiche per il raggiungimento degli Obiettivi, contribuire allo sviluppo di adeguati strumenti di monitoraggio”.

 

“Gli italiani sono più preoccupati delle classi dirigenti dell’attuale situazione. E’ necessario mettere la sostenibilità al centro del dibattito politico, economico e culturale e prendere al più presto le decisioni da cui dipenderà il nostro futuro” ha recentemente affermato il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini, durante la Conferenza ‘Italia 2030: Governo, imprese e società civile di fronte alla sfida dello sviluppo sostenibile”, evento che ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

 

“Abbiamo solo 14 anni per cambiare modello di sviluppo e cercare di risolvere problemi enormi, come la povertà, la disoccupazione, le disuguaglianze economiche, sociali e di genere, il degrado ambientale” ha incalzato Giovannini. Per farlo, ha spiegato, “lo sviluppo sostenibile deve entrare nelle decisioni politiche, nelle attività delle imprese, degli enti no profit e dei singoli cittadini”.

 

Giovannini ha ricordato quindi che è “questo l’impegno che l’Italia ha assunto, insieme agli altri paesi del mondo, sottoscrivendo, il 25 settembre 2015, l’Agenda 2030 dell’Onu per evitare il collasso non solo ambientale, ma anche dei sistemi economici e sociali”.

 

“Rispettare questo impegno non sarà facile se, come rileva l’Osservatorio europeo sulla sicurezza, le minacce globali come povertà, inquinamento, conflitti, sono al top delle preoccupazioni dei cittadini, mentre la politica si concentra su altri temi e solo il 9% degli italiani sa cosa siano i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dai paesi dell’Onu” ha chiuso il portavoce dell’ASviS.

 

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