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NOTIZIE. Nasce il consorzio Coripet per il riciclo del PET alimentare

Oggi in Italia arrivano sul mercato almeno 7 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno: siamo i primi consumatori europei di acqua confezionata e l’Europa ci chiede un grande sforzo sia di riduzione degli imballaggi, tornando al rubinetto, sia di aumentarne la capacità di riciclo. Per la Plastic strategy europea gli spazi ci sono: delle 530mila tonnellate di Pet immesse sul mercato in Italia, infatti, solo il 44% viene rigenerato. Il resto va ancora in discarica, all’inceneritore, o disperso nell’ambiente, nonostante il Pet delle bottiglie sia uno dei polimeri plastici più facili da riciclare e con una quotazione sul mercato di nuovo in aumento dal 2016. Ora un nuovo progetto delle acque minerali potrebbe far aumentare le percentuali di riciclo e arrivare a produrre in Italia le prime bottiglie al 50% in plastica di seconda vita.

 

Ad aprile scorso, infatti, il ministero dell’Ambiente ha autorizzato ad attivare il consorzio Coripet, formato da cinque imprese imbottigliatrici che da sole ricoprono circa il 30% del mercato (Acque minerali d’Italia, a cui fanno capo marchi come Norda e Fabia, Ferrarelle, Lete, Sanpellegrino e Drink Cup) e alcune aziende del riciclo (Dentis, Valplastic e Aliplast). Il consorzio raccoglierà le bottiglie sia attraverso la raccolta differenziata tradizionale dei Comuni, sia con macchine ad hoc (RVM) installate in supermercati e ipermercati che in cambio degli imballaggi restituiti dai consumatori erogheranno dei buoni spesa da spendere nei punti vendita. Proprio come propone la start up Petalo, socia PLEF e partner di Aliplast.

 

L’obiettivo di Coripet è arrivare a 2.700 ecocompattatori entro cinque anni, introducendo una forma di incentivo in grado di far aumentare le percentuali di raccolta e riciclo delle bottiglie in Pet. Il grosso delle bottiglie raccolte arriverà comunque dalla raccolta differenziata urbana: l’obiettivo di 110mila tonnellate annue entro il 2023 significherebbe il recupero dell’80% delle quantità immesse sul mercato dai consorziati.

 

Oggi a livello europeo il 30% del Pet riciclato viene usato per produrre nuove bottiglie. Il contenuto di polimeri rigenerati nelle bottiglie è in media dell’11%, anche se l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare permette di arrivare al 50%, con il requisito di una raccolta selettiva che assicuri alti standard di qualità e igiene. Nel caso di Coripet, per produrre nuove bottiglie si useranno gli imballaggi provenienti dagli ecocompattatatori, mentre quelli da raccolta urbana tradizionale verranno messi sul mercato attraverso aste, per essere destinati a usi diversi che non prevedono il contatto con gli alimenti.

 

Coripet sarà un consorzio autonomo da Conai (che finora gestiva attraverso Corepla): l’autorizzazione del ministero vale due anni, durante i quali il progetto dovrà dimostrare di riuscire a raccogliere almeno il 60% degli imballaggi immessi sul mercato dai propri componenti. Si tratta del primo caso in Europa in cui le acque minerali si uniscono per dare vita a un ciclo chiuso per le loro bottiglie.

 

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