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NOTIZIE. Presentato il primo rapporto ISTAT sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

È stato presentato il 6 luglio a Roma, il primo rapporto Istat sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il documento presenta un aggiornamento ed un ampliamento degli indicatori già diffusi in tre occasioni a partire da dicembre 2016, oltre ad un’analisi del loro andamento tendenziale per il monitoraggio dei progressi verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030. Con il Rapporto, il panorama statistico arriva a 117 indicatori Un-Iaeg-SDGs e 235 misure nazionali, consultabili sul sito istat.it.

 

A introdurre i lavori della conferenza di presentazione è stato Giorgio Alleva, presidente dell’Istituto nazionale di statistica, che ha riaffermato l’impegno dell’Istat per rispondere alla domanda nazionale e globale di informazioni: “Intendiamo produrre informazioni statistiche sempre più ricche, garantendo le disaggregazioni necessarie per analizzare in profondità i fenomeni descritti, nel pieno rispetto del principio fondamentale del ‘no one left behind’”.

 

Gli indicatori statistici possono essere importanti strumenti per orientare i processi decisionali. Tra le misure individuate per l’Italia e gli indicatori definiti a livello internazionale, non esiste una corrispondenza univoca: sono 83 le misure Istat per le quali si registra una perfetta coincidenza con gli indicatori internazionali, 96 quelle che rispecchiano parzialmente le esigenze informative, e 56 quelle inserite per fornire elementi utili al monitoraggio dei target nel contesto nazionale. Sono poi 82 le misure sulle quali sono stati effettuati aggiornamenti delle serie storiche o incrementi delle disaggregazioni, mentre per tre quarti degli indicatori vengono rese disponibili le disaggregazioni territoriali.

 

Rispetto  al quadro generale delle tendenze dello sviluppo sostenibile, per la maggior parte degli indicatori individuati il Rapporto riesce ad analizzare l’andamento tendenziale nel lungo termine (10 anni) e nel medio termine (quinquennio 2006-2011 e 2011-2016), consentendo di delineare un primo quadro statistico di sintesi:

Sono positivi gli sviluppi tendenziali di lungo periodo per i Goal 4 (istruzione di qualità), 9 (imprese, innovazione e infrastrutture) e 12 (produzione e consumo responsabili). Risultano evidenti gli effetti della crisi nel primo quinquennio, con un maggior numero di indicatori in peggioramento, per gli Obiettivi 1 (sconfiggere la povertà), 7 (energia pulita e accessibile), 8 (lavoro dignitoso e crescita economica), 11 (città e comunità sostenibili). Nel quinquennio 2011-2016 si attenuano le variazioni fortemente negative presenti nei Goal 1, 3 (salute e benessere) e 11, mentre presentano variazioni leggermente positive i Goal 4, 5 (parità di genere), 7, 9 e 12. Rimangono invariati i Goal 8, 10 (ridurre le disuguaglianze) e 16 (pace, giustizia e istituzioni solide). La prossima sfida sarà quella di produrre più indicatori a livello territoriale e disaggregati per le città.

 

La mattinata è poi proseguita con una tavola rotonda a cui hanno preso parte Sergio Mercuri, ministro plenipotenziario del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci), Angela Me, delle Nazioni Unite (in collegamento da Vienna), Mara Cossu, del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (Mattm) e Monica Pratesi, presidente della Società italiana di statistica (Sis), con la moderazione di Claudia Voltattorni, giornalista del Corriere della Sera.

 

È poi intervenuto Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, affrontando questioni statistiche e facendo considerazioni di natura politica. Dopo aver ricordato che il modello di business attuale non porterà a traguardare gli SDGs, Giovannini ha auspicato che lo sforzo statistico compiuto dall’Istat possa produrre risultati concreti, invitando l’Istituto ad includere un riferimento agli SDGs in tutti i comunicati stampa rilevanti per i diversi Goal, affinché l’Agenda globale sia sempre più conosciuta e diffusa. Sul tema della tempestività dei dati, il portavoce ha sottolineato l’importanza di effettuare stime anticipate, suggerendo di lavorare di più sul cosiddetto “nowcasting” (previsioni a breve termine). Importante anche parlare di futuro: “Uno dei motivi per cui il dibattito politico è poco influenzato da dati di questo tipo è che riguardano il passato, mentre i politici e i media sono interessati a discutere quello che accadrà. Il problema si risolve in due modi: sviluppando modelli prospettici e analizzando la ‘distance to target’, in altre parole mostrando la probabilità di raggiungere l’obiettivo”.

 

Giovannini ha poi esplorato il legame tra gli indicatori di Benessere equo e sostenibile (Bes) e quelli presentati dall’Istat: “La lettura congiunta di questi due set è una sfida di comunicazione non banale, bisogna portare l’attenzione dei media su questi temi”. Roberto Monducci, dell’Istat, ha poi concluso l’evento, esprimendo apprezzamento per gli orientamenti emersi nel corso della tavola rotonda.

 

Consulta il Rapporto SDGs 2018.

 

Fonte: www.asvis.it

 

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