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NOTIZIE. Pubblicati gli indicatori elaborati dall’ASviS per misurare la sostenibilità dell’Italia

La misura della sostenibilità dell’Italia non migliora ed è necessario che la politica si impegni, con azioni immediate, per portare il Paese su un sentiero di sviluppo sostenibile. È il messaggio che emerge dall’analisi dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che ieri ha pubblicato i nuovi indicatori compositi per descrivere l’andamento dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e consentire, alla vigilia delle elezioni politiche, una valutazione del Paese rispetto agli impegni che ha assunto in sede ONU con la sottoscrizione dell’Agenda 2030.

 

Secondo l’analisi contenuta nel database dell’ASviS – http://asvis.it/dati/ – che comprende gli indicatori compositi e oltre 170 indicatori elementari pubblicati dall’Istat a dicembre 2017 [1], tra il 2010 e il 2016 l’Italia mostra segni di miglioramento in sette aree: salute, educazione, uguaglianza di genere, innovazione, modelli sostenibili di produzione e di consumo, lotta al cambiamento climatico, cooperazione internazionale. Per sei aree, invece, la situazione peggiora sensibilmente (povertà, condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, acqua e strutture igienico-sanitarie, condizioni delle città, ecosistema terrestre), mentre per i restanti quattro temi la condizione appare sostanzialmente invariata (alimentazione e agricoltura sostenibile, sistema energetico, condizione dei mari e qualità della governance).

 

Gli indicatori pubblicati sono stati costruiti utilizzando la metodologia AMPI [2], adottata anche dall’Istat per costruire gli indicatori compositi del Benessere Equo e Sostenibile (BES). Sia gli indicatori forniti dall’Istat sia gli indicatori compositi sono disponibili nel database ASviS, che contiene anche dati riferiti alle diverse regioni.

 

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[1] ll valore Italia del 2010 rappresenta il valore base (pari a 100) e gli indici mostrano il miglioramento o il peggioramento della situazione rispetto al valore del 2010. Di conseguenza, se un indice composito presenta un miglioramento, ciò non significa necessariamente che l’Italia sia su un sentiero che le consentirà di centrare gli Obiettivi nel 2030, ma semplicemente che il Paese si sta muovendo nella direzione giusta “in media”, in quanto non si tiene conto della distribuzione (cioè sugli aspetti legati alle disuguaglianze) del fenomeno.

 

[2] Si veda M. Mazziotta and A. Pareto (2016) “On a Generalized Non-Compensatory Composite Index for Measuring Socio-economic Phenomena”, Social Indicators Research 127 (3): 983-1003.

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