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Open House Milano 2020: un palinsesto ibrido per la ripartenza

Sono ancora presenti in ognuno di noi le immagini di una Milano monumentale, vuota e silenziosa dove i profili delle sue architetture si stagliavano imponenti e solitarie nelle piazze e nelle vie. Una bellezza congelata in attesa di nuova vita. È da questo ricordo che nasce Open House Milano 2020, un’edizione ispirata ad un forte e sentito messaggio di ripartenza, con l’intento di tornare a vivere il patrimonio architettonico della città e di riaprire le sue porte.

 

Dal 2016 infatti, OHM celebra il l’architettura e l’urban design del capoluogo lombardo aprendo in un solo weekend più di 100 siti solcando varie epoche e stili oltre a testimoniare la sua trasformazione, la riqualificazione delle zone periferiche, la verticalità dello skyline contemporaneo e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

 

33.000 visitatori hanno partecipato alla quarta edizione (2019) della kermesse, nata a Londra nel 1992 e che coinvolge internazionalmente 55 città riunite nel circuito Open House Worldwide, registrando così un trend in crescita della manifestazione a cui partecipano, nel mondo, 1.850.750 persone in un solo anno.

 

Nel 2020 OHM torna adattandosi al contesto attuale, riformulando le consuete modalità organizzative e introducendo alcune novità che arricchiranno il programma di aperture fisiche con contenuti speciali e aperture digitali. Un modo per celebrare la milanesità mettendo in primo piano i protagonisti dell’ambito creativo e progettuale della città, per un’edizione corale dove sarà possibile condividere esperienze, scoprire spazi privati ed esclusivi, in una narrazione polifonica che restituirà una fotografia della poliedrica scena culturale milanese.

 

Il dna della manifestazione, da ricercarsi nella formula “aperture straordinarie e visite guidate gratuite”, è mantenuto nell’edizione 2020, dimostrando così come l’iniziativa sia un evento della città per la città. Proprio per la sua mission, l’iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Milano sin dalla sua nascita e così l’Assessore alla Cultura Filippo del Corno introduce l’edizione di quest’anno:

“Il paesaggio urbano è il risultato dell’incontro nella storia di diverse competenze e talenti: capacità tecniche e creatività, funzionalità applicata e progettualità. Scoprire o riavvicinarsi ad alcune tra le presenze più significative di questo paesaggio arricchisce il senso di appartenenza della comunità cittadina, soprattutto nella fase così particolare che stiamo attraversando. Auspico quindi grande successo a questa iniziativa, che arricchisce la consapevolezza del nostro passato per consentirci di conoscere in profondità il presente e pensare con lucidità il futuro.”

 

ll programma di aperture fisiche sarà una selezione di 25 siti che ci permetteranno di osservare da vicino la complessità di una città in trasformazione ma connotata da un heritage corposo e distintivo da scoprire nei vari sestieri in cui era anticamente suddivisa. Nel rispetto delle politiche vigenti, gli accessi sono contingentati e tutte le visite del weekend sono su prenotazione a partire dal 1 ottobre, dal sito openhousemilano.org

 

Alcune anticipazioni del palinsesto di aperture sono Area Mind, il progetto in fase di realizzazione nell’area Expo, un progetto di uffici all’interno di Palazzo Montecatini di Giò Ponti, Palazzo Visconti, Casa Boschi di Stefano e Casa Lago dove sarà possibile visitare l’esclusiva mostra Living Women realizzata in collaborazione con Casa degli Artisti Milano. Ci sarà la possibilità di visitare studi di architetti e showroom d’autore, complessi residenziali dove il green è protagonista ma anche hotel storici. Arricchiscono il programma alcuni itinerari da effettuare in esterna come quello proposto dalla rivista Abitare “Milano, Moderno da salvare” per sensibilizzare i visitatori sulla tutela dell’importante patrimonio architettonico del ‘900 che caratterizza la città, oltre al percorso dedicato alla riqualificazione delle periferie a cura di Atlante Periferico, progetto di Super Festival delle Periferie. Sarà possibile partecipare anche al tour gestito da Museolab che coinvolgerà zona Tortona e l’area che si estende dietro in Naviglio Grande per conoscere dal vivo alcune delle architetture postindustriali più rilevanti della città. Il programma di aperture digitali coinvolgerà, invece, le case e gli studi privati che saranno aperti con dirette social per restituire l’esclusività dell’evento che accade, non ripetibile.

 

Protagonista tra le aperture digitali sarà il percorso dedicato all’interior curato da Living, il magazine di interior, design e lifestyle del Corriere della Sera, grazie all’apertura di case e studi privati di designer e architetti sulle pagine della rivista come la casa studio del designer Antonio Aricò, lo studio della designer Serena Confalonieri, e altri magici spazi da conoscere per ispirarsi e trovare nuovi spunti creativi.

 

Alle aperture offline e online, si aggiunge il palinsesto di contenuti speciali con una serie di interviste ed approfondimenti realizzato con il coinvolgimento di esponenti della scena creativa milanese che ci racconteranno le proprie esperienze professionali, progetti, curiosità e un luogo. Tra artisti, architetti, critici, curatori, galleristi, fotografi, professionisti nel campo del real estate, tutte le conversazioni avverranno sullo sfondo di magnifici siti o all’interno di spazi esclusivi legati alla narrazione di chi parla: i contenuti saranno fruibili durante la manifestazione e anche in seguito dando vita ad un corpus di testimonianze attuale e composito.

 

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Ministero dei Beni e le attività Culturali, del Comune di Milano e dell’Ordine degli Architetti di Milano; con il contributo di Fondazione Cariplo e il sostegno di UniCredit SpA, e Attilio Todaro Immobiliare.

 

L’edizione 2020 è stata realizzata in collaborazione con Altavia, Lucia Mannella Comunicazione e PLEF. Open House Milano è anche l’omonima associazione culturale, promotrice e organizzatrice dell’evento, nata nel 2015 all’interno dell’associazione PLEF, e che si è sviluppata grazie alla volontà di un gruppo di professionisti provenienti dal mondo dell’architettura, del design e della comunicazione oltre ad esperti di sviluppo sostenibile. Mission di Open House è promuovere il tema della città aperta e inclusiva, facilitando il dialogo fra pubblico e privato, fra cittadinanza e impresa, accrescendo il senso di appartenenza al proprio territorio e la condivisione della conoscenza architettonica.

 

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