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PLEF. A Ravenna l’incontro di follow up de “Il Senso Ritrovato”

Sabato 18 giugno 2016 a Ravenna si è svolto l’evento di follow up de “Il Senso Ritrovato” per dare continuità alla proposta di cambiamento globale lanciata da PLEF in EXPO Milano 2015 grazie al sostegno delle 5 imprese romagnole socie e alla collaborazione con i 12 partner non-profit coinvolti nell’iniziativa. L’appuntamento di Ravenna, con la presenza di un centinaio di persone a gremire le gradinate della sala conferenze della Camera di Commercio, ha evidenziato che la collettività romagnola è molto sensibile al tema della sostenibilità e anche gli interventi delle istituzioni e imprese locali intervenute per l’occasione, come ha sottolineato in apertura la Vice Presidente di PLEF Sara Cirone, lo hanno confermato. “Oggi è un giorno importante per la sostenibilità – ha affermato – da un territorio, da questo territorio romagnolo vogliamo lanciare un messaggio: connettendo insieme istituzioni, imprese e comunità possiamo finalmente operare concretamente per il bene comune, possiamo insieme dare un futuro migliore alle generazioni future”.

 

L’evidenza che allo stato attuale il mondo è ancora lontano da una condizione di sviluppo sostenibile, è il primo messaggio forte arrivato dalle parole di Edo Ronchi, già ministro dell’Ambiente e al vertice del Consiglio Nazionale della Green Economy, che non ha usato mezzi termini nel ribadire che la vera e propria “rivoluzione sostenibile”, riferendosi in particolare al tema dell’emergenza climatica, sarà possibile attuarla solamente quando la politica sarà pienamente consapevole del problema.

Stiamo vivendo una fase di transizione – ha affermato Ronchi – in cui i processi orientati al rispetto dell’ambiente procedono troppo lentamente e richiedono una burocrazia talmente macchinosa da costituire un vero e proprio elemento di blocco. Adottare target legalmente vincolanti influenzerebbe positivamente il mercato, orientando investimenti in direzione green e generando quindi nuove opportunità di sviluppo e nuova occupazione. Varare una riforma della fiscalità ecologica, introducendo una carbon tax ed eliminando i sussidi dannosi per l’ambiente, sfruttare l’enorme potenziale di efficienza energetica in tutti i settori, promuovere modelli di gestione del suolo più sostenibili, puntando su un ruolo attivo dell’agricoltura per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico, puntare sull’eco-innovazione e su modelli di economia circolare, riducendo il consumo di materie prime grazie alla transizione verso un sistema ad alti tassi di recupero e riciclo: sono tutte azioni che la politica dovrebbe incoraggiare e orientare, ma che ancora non riesce a fare.

 

Non solo in Italia, come dimostra il successivo intervento della Prof.ssa Filomena Maggino, docente di Statistica Sociale e Presidente di AIQUAV – Associazione Italiana per gli Studi sulla Qualità della Vita che, intervenendo in rappresentanza di ASviS (Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e allargando il discorso anche alle problematiche di carattere sociale, sottolinea la preoccupante convergenza con i limiti dello sviluppo prospettati già a partire dagli anni ’70 dal Club di Roma nel caso in cui il mondo non avesse fatto nulla per tutelare e rispettare l’ambiente e la società. L’Alleanza italiana del resto è nata quest’anno proprio per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarla allo scopo di realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sottoscritti anche dal nostro paese.

 

Se a livello globale i dati sono ancora allarmanti, spostandoci sul territorio si scopre un mondo di attori locali, imprenditori e semplici cittadini che al contrario si stanno impegnando concretamente per attivare il cambiamento. Propositive e ben allineate al tema sono senz’altro le iniziative della Regione Emilia-Romagna, rappresentata da Paola Alessandri, che sta ponendo particolare attenzione alla valorizzazione della responsabilità sociale delle imprese e allo sviluppo sostenibile del territorio, ad esempio attraverso  i Laboratori Provinciali di Responsabilità Sociale d’Impresa e il Premio RSI: mappatura di buone pratiche di Rsi, seminari di sensibilizzazione e corsi, iniziative di co-progettazione in rete da parte di imprese per “incubare” interventi-progetti di Rsi tra singole imprese e tra imprese, enti pubblici e mondo no-profit.

 

L’impegno delle istituzioni viene confermato anche a livello locale attraverso le parole del Sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, che riprende il tema della co-progettazione ponendolo come chiave per un futuro pienamente sostenibile: il coinvolgimento di più parti, pubbliche e private, organizzate responsabilmente nella costruzione di progetti e iniziative virtuose allude proprio all’esempio positivo costituito dal gruppo d’imprese romagnole de “Il Senso Ritrovato” coinvolte assieme in attività legate alla responsabilità sociale e alla sostenibilità.

 

Che il futuro si costruisce assieme, orientandosi verso obiettivi comuni, viene ribadito anche dallo stesso Presidente della Camera di Commercio, Natalino Gigante, entusiasta di ospitare iniziative come quelle organizzate dalla delegazione romagnola di PLEF, che mirano a promuovere le attività delle imprese più responsabili del Territorio, facendo comprendere alle imprese stesse e alla comunità i vantaggi che può rappresentare l’economia sostenibile per lo sviluppo del territorio e della sua comunità.

 

Come ribadisce il fondatore di PLEF, Paolo Ricotti, quando spiega che è proprio all’interno del Patrimonio Territoriale – unico e distintivo – che si ritrovano tutti quei beni naturali, storici, relazionali e di servizio in grado di creare Valore; soprattutto per le PMI – che costituiscono la maggioranza del tessuto imprenditoriale italiano – collegarsi al patrimonio territoriale può aiutare nell’identificazione del beneficio essenziale competitivo, che, orientato in chiave evolutiva sostenibile, già comprende quegli elementi in grado di generare benessere per la comunità. Da qui il richiamo al BES (Benessere Equo Sostenibile), già introdotto da Maggino, come indicatore più adeguato rispetto al PIL alla lettura della realtà e in grado di orientare le politiche pubbliche verso scelte più eque e sostenibili che valorizzano le imprese più attente e responsabili.

 

L’evento del 18 giugno si è dunque rivelato come l’occasione ideale per presentare alla comunità romagnola la “Scuola del Territorio”, un percorso per imprenditori, amministratori locali e cittadini per riconoscere e valorizzare gli aspetti peculiari di un territorio, elementi identificativi e distintivi che concorrono ad aumentare il valore di un’azienda, pubblica o privata, profit o non profit, proprio a partire dal suo connettersi in modo sostenibile col proprio territorio.

 

E per concludere nel migliore dei modi, due assaggi di cultura locale: quello enogastronomico con il gustoso buffet composto esclusivamente da prodotti tipici locali, e quello artistico con le performances di due icone del territorio ravennate, gli attori Ivano Marescotti e Franco Costantini, che hanno “passeggiato” sui versi danteschi con piglio tutto romagnolo, regalando all’evento uno splendido epilogo creativo:

 

“ O ravvennati, che per cento milia

perigli siete giunti a tal frangente,

a questa tanto picciola vigilia

de’ nostri sensi ch’è del rimanente,

opporvi non vogliate al giusto Fato

di coniugare economia ed ambiente.

Considerate il vostro umano stato:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguire “il senso ritrovato”!

 

 

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