competitività, mercato e
valore aggiunto: una nuova dimensione sostenibile

Planet Life Economy Foundation e l’acqua

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Il 7 luglio una delegazione di soci di PLEF è stata ospite di Veolia, a Milano, dove alcuni rappresentanti della multinazionale specializzata nella gestione e nel trattamento delle acque hanno illustrato la loro attività. La discussione che ne è seguita ha contribuito ad elaborare la posizione della Fondazione in merito al dibattito in corso da tempo sulla questione del governo dell’acqua. Qui di seguito la sinossi e in allegato una sintesi del dibattito e posizione ufficiale della Fondazione in relazione a questo tema (a cura di Roberto Basso - Consigliere Planet Life Economy Foundation)

Sinossi
Il governo dell’acqua è questione delicata perché riguarda la gestione di una risorsa strategica che in vaste aree del mondo è scarsa e che rischia di scarseggiare progressivamente anche nei paesi più fortemente sviluppati (Mediterraneo inferiore, Sud-Ovest degli Stati Uniti, alcune aree dell’Australia). Alcune prese di posizione nel mondo occidentale hanno una radice fortemente ideologica, nutrita dalla legittima preoccupazione che la situazione della popolazione mondiale già sofferente per la carenza di acqua possa peggiorare anziché migliorare. Sono già numerosi i conflitti indotti dall’esigenza di accaparrarsi nuove disponibilità idriche (per esempio in Africa: Ciad, Darfur, Etiopia, Somalia) e 1 miliardo di persone non ha accesso a risorse idriche sufficienti a soddisfare i bisogni primari.
Riteniamo che si debbano prendere in considerazione tutte le dimensioni della questione ma anche che la ricerca di una soluzione nuova rispetto agli assetti attuali sia ineludibile, non rinviabile, e che vada individuata tempestivamente. Se da un lato occorre preservare gli spazi per l’intervento di politiche sociali orientate a garantire a tutti l’accesso a un bene primario pubblico, dall’altro serve reperire ingenti risorse per affrontare gli interventi infrastrutturali indispensabili per ridurre gli sprechi, tutelare l’ambiente, migliorare il benessere delle comunità e valorizzare le potenzialità di sviluppo economico dei territori.
Una soluzione adatta ai paesi sviluppati e con democrazie forti e stabili può consistere nella costituzione di società di gestione a capitale misto, pubblico-privato, nelle quali soggetti privati possano apportare competenze e risorse finanziarie, mentre le autorità pubbliche si riserverebbero il compito di monitorare gli adempimenti e di imporre politiche di tutela dell’equità e della coesione sociale attraverso l’applicazione di tariffe non speculative, esenzioni e sussidi. In Italia occorre un’Authority che promuova il dibattito, sensibilizzi opinione pubblica e autorità locali e acceleri gli investimenti.

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