cultura

PLEF. Presentazione del progetto di turismo rurale in Palestina

Proteggere la diversità, costruire l’identità locale e implementare il dialogo nazionale e internazionale rafforzando i principi della governance in Palestina: con questi obiettivi è nato il progetto “community based”, finanziato e promosso da 3 organizzazioni palestinesi (Rozana, PYALARA e PWWSD) e PLEF, coinvolta per un supporto alla realizzazione di un modello di turismo atto a favorire lo sviluppo sostenibile delle aree rurali della Palestina.

 

La rilevanza di tali obiettivi è stata confermata anche dal Ministero del Turismo Palestinese e dalla Unione Europea che nel corso della conferenza di presentazione, svoltasi lo scorso 10 dicembre a Jabbah (Gerusalemme), hanno sottolineato il grande impatto sociale, culturale, economico ed ambientale atteso da questo progetto triennale.

 

L’idea è nata dall’esperienza maturata da PLEF con un altro progetto europeo, ONMEST2, che vedeva coinvolta l’Associazione Rozana, insieme ad altri partner, per lo sviluppo di una formula di turismo sostenibile nelle comunità dei villaggi del Mediterraneo, incentrata sui cluster di cultura locale (CLC), ovvero piattaforme culturali sostenibili e socialmente responsabili, strutturate come una rete che promuove l’identità e il patrimonio culturale territoriale, favorendone crescita e sviluppo sostenibile.

 

Il programma del progetto palestinese prevede la costruzione di 3 CLC che raggruppano 9 villaggi:

  • Arrabah, Sanur e Burquin nel governatorato di Jenin,
  • Deir Ammar, Aboud, Deri Ghassana e Deir Dibwan a Ramallah,
  • Mikh Mas e Jabbah a Gerusalemme.

 

L’attivazione dei cluster prevede l’impiego di circa 200 persone, fra donne e giovani, che verranno selezionati e formati dal PWWSD (Palestine Working Women for Society Development), sulle tematiche della governance, dei diritti umani e sui principi fondanti il “community based tourism”, ovvero: partecipazione e coinvolgimento attivo della comunità e di tutte le sue rappresentanze, approfondimento e valorizzazione della biodiversità e delle caratteristiche del territorio ed esperienze condivise.

 

Il turismo diventa quindi la “leva” per costruire comunità sviluppate, ri-bilanciando il ruolo delle donne e rafforzando così la coesione sociale. Il progetto prevede anche l’individuazione e la ristrutturazione di 2/3 santuari sufi, che verranno trasformati in “Interpretation center”, ovvero centri polivalenti dove potersi confrontare con la cultura locale in tutte le sue forme; un luogo non solo al servizio del visitatore straniero, ma utile e fruibile anche dalla comunità locale, per la realizzazione di eventi, cicli di incontri e attività culturali.

 

Obiettivo ultimo del progetto la costruzione di un “brand” che comunichi e promuova questa nuova formula di turismo insieme ai cluster di cultura locale, così da coinvolgere potenziali visitatori ad essere parte di questa esperienza, conoscendo una nuova e diversa Palestina “community based”.

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