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Quanto inquina l’olio per alimenti? impariamo a smaltirlo correttamente

Alla bontà delle fritture è difficile resistere ma molto spesso dopo averlo cucinato gettiamo erroneamente nel lavandino l’olio utilizzato.

I danni arrecati da tale gesto sono, sia a livello economico che ambientale, enormi poichè l’olio dallo scarico, dopo avere percorso la rete fognaria, raggiunge gli impianti di depurazione.


È capace, disperso nel suolo, di impedire l’assunzione delle sostanze nutritive da parte della flora e, rientrando nella catena alimentare come mangime per gli animali, ha conseguenze anche sulla nostra salute, generando costi socio-economici piuttosto elevati.

Versato in uno specchio d’acqua un solo litro è in grado di formare una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio e di rendere non potabile un milione di litri d’acqua (pari a circa la quantità consumata da un individuo in 14 anni).


Attraverso il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati – COOU (www.coou.it) è possibile informarsi sul processo più corretto di eliminazione degli oli.

La “rigenerazione” è una speciale fase di lavorazione degli oli usati attraverso la quale si ottengono nuove basi lubrificanti con caratteristiche chimico-fisiche e tecnologiche analoghe a quelle prodotte dal petrolio greggio ma meno inquinanti.


Attraverso tali processi di trattamento e di riciclo si ottengono prodotti di elevata qualità come lubrificanti vegetali per macchine agricoleestere metilico componente del biodisel, glicerina per la saponificazione, combustibile per il recupero energetico.

Ad oggi, purtroppo, sono ancora rarissime le campane per la raccolta differenziata degli oli usati posizionate in città. Tuttavia si diffondono sempre con maggior rigore le iniziative di numerose associazioni al fine di sensibilizzare, educare ed informare la collettività circa la necessità e l’urgenza di tale pratica.


Per qualsiasi informazione è possibile chiamare il numero verde 800 863 048 istituito direttamente dal COOU.


L’Italia detiene il primato europeo nella rigenerazione dell’olio lubrificante usato con una percentuale che  si attesta intorno all’88% delle quantità raccolte (a fronte di un 56% della Germania e di un 46% della Francia). In Gran Bretagna addirittura non si rigenera l’olio usato mentre la media europea si attesta intorno al 41%.

Dobbiamo essere fieri di tale primato ma consapevoli che c’è ancora tanto da fare.


Per maggiori informazioni www.coou.it

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