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Rapporto ASviS 2020. La pandemia rallenta il percorso verso l’Agenda 2030, ma l’Europa traccia la linea

Giovedì 8 ottobre si è tenuto l’evento conclusivo del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 (cui ha partecipato anche PLEF con il dibattito pubblico sul ruolo dei Territori per lo Sviluppo Sostenibile del Paese) promosso da ASviS. Il portavoce Enrico Giovannini nella sua relazione ha illustrato il Rapporto 2020 dell’Alleanza concludendo il suo intervento con una frase della recentissima enciclica del Papa: “Il politico è un realizzatore, è un costruttore con grandi obiettivi, con sguardo ampio, realistico e pragmatico anche al di là del proprio Paese. Il nostro augurio è di avere una classe dirigente, una classe politica italiana ed europea all’altezza di questo compito”.

 

All’incontro è intervenuto anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha chiuso i lavori: “Dobbiamo assolutamente rimediare alle conseguenze del cambiamento climatico, dell’inquinamento, del deterioramento del capitale naturale. I giovani ci lanciano la richiesta di un patto intergenerazionale e noi non possiamo rispondere con una visione egoistica. In Italia, in Europa, nel mondo siamo consapevoli che questo è il momento delle scelte, non si può più tergiversare o rimanere silenziosi e inerti rispetto a questa richiesta.

 

Secondo il Rapporto Asvis 2020 su L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, previsti dall’Agenda dell’Onu 2030, infatti, il nostro Paese non ha rispettato gran parte degli impegni previsti: peggiorano 9 obiettivi su 17 (povertà, alimentazione, salute, istruzione, parità di genere, occupazione, innovazione, disuguaglianze, partnership), migliorano i dati relativi all’economia circolare, la qualità dell’aria e i reati. Occorre intraprendere da subito il cammino verso una transizione ecologica “giusta”, capace di generare nuova occupazione e sviluppo economico e sociale, utilizzando in modo coerente le risorse europee e nazionali per rilanciare il Paese in un’ottica di sostenibilità economica, sociale e ambientale.

 

Il Rapporto mostra come la pandemia stia determinando in tutto il mondo una battuta d’arresto e un arretramento nel cammino verso l’attuazione dell’Agenda 2030. D’altra parte l’Unione europea ha posto l’Agenda Onu al centro della propria azione e sta rispondendo alla crisi con un impegno senza precedenti, costruito intorno al Green Deal, alle lotte alle disuguaglianze e all’innovazione.

 

In vista della preparazione del Piano italiano di ripresa e resilienza, il Rapporto indica gli orientamenti e le azioni da mettere in campo: la costruzione di una dettagliata strategia di sviluppo sostenibile; il rafforzamento delle strutture della presidenza del Consiglio per assicurare il coordinamento delle azioni rispetto agli obiettivi dell’Agenda; il forte coinvolgimento delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni; la predisposizione di un’agenda urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile; l’aggiornamento del Piano nazionale energia e clima; il coinvolgimento dei ministeri per inserire le azioni nella loro programmazione operativa; la predisposizione di una legge annuale sullo sviluppo sostenibile, per disporre di un veicolo normativo per introdurre modifiche in linea con l’Agenda 2030.

 

I prossimi mesi saranno cruciali per disegnare e impostare le politiche pubbliche del prossimo triennio”, ha concluso Enrico Giovannini. “La crisi ha chiarito le profonde interazioni tra dimensioni ambientali, sociali, economiche e istituzionali del nostro mondo. L’Unione europea ha indicato la strada da percorrere e l’Italia può essere protagonista di questa trasformazione. Visione, coraggio, innovazione, persistenza e partecipazione sono indispensabili per realizzare un’Italia più sostenibile, a partire dall’inserimento in Costituzione del principio di sviluppo sostenibile”.

 

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Comunicato stampa – Rapporto ASviS 2020

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