comunicazioni

SOCI. AltaviaLab ha presentato le Barometre de la Valeur shopper

AltaviaLab, divisione del socio Altavia Italia dedicata alla ricerca, all’innovazione e alla sperimentazione, ha presentato presso il Palazzo delle Stelline di Milano (22 settembre), i risultati del Baromètre de la Valeur Shopper 2016, prima edizione italiana della più grande indagine sulla qualità della relazione tra le insegne retail e i loro clienti. Il Baromètre analizza il grado di vicinanza tra le insegne e i loro clienti sondando la forza di questo legame; indaga il livello di fiducia e fedeltà riposto nelle insegne, mettendo a disposizione un’immagine dettagliata delle aspettative del consumatore e quanto di queste aspettative lui ritrova nelle insegne che sceglie per i propri acquisti.

 

Sono state così analizzate opinioni su 160 catene suddivise in 8 settori merceologici (GDO alimentare, Abbigliamento, Cosmetica, Hi-tech, Casa & Decò, Bricolage-DIY, Pet food e Varie-multisettore) rapportandole a 11 attese shopper (identificate tramite focus group), che coprono le attese tangibili e intangibili, relazionali e transazionali che influiscono sull’esperienza d’acquisto. A discutere dell’indagine e dei risultati è stato invitato anche il nostro fondatore Paolo Ricotti, oltre a Cristina Lazzati, direttore di Mark Up, Fabrizio Bellavista, ricercatore e studioso di emotional marketing, Paolo Mamo, Presidente e AD di Altavia Italia e Anna Casani, Strategic Development Manager di Altavia Italia.

 altavia-1

La ricerca ha restituito il quadro di un retail in movimento, consapevole che l’esperienza di acquisto e di consumo si sta evolvendo rapidamente in direzione dell’omnicanalità. A prima vista le insegne sembrano impegnarsi nello sforzo di divenire un riferimento rilevante nella vita del cliente, rimodellando il loro approccio per intercettare gusti, bisogni, interessi e aspirazioni del consumatore e sfruttando le numerose occasioni di contatto e interazione a loro disposizione. Tuttavia emerge anche un dato relativo all’esistenza di una sorta di resistenza al cambiamentole insegne infatti non sembrano ancora in grado di cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie digitali per la costruzione di shopping experience omnicanale distintive e coinvolgenti. Sembra persistere un appiattimento sui valori di prezzo, tempo e assortimento, condizioni non più sufficienti, da sole, a differenziare le proposte nelle percezioni del consumatore. Come ha sottolineato Paolo Mamo, i retailer tendono ad assomigliarsi eccessivamente e le esperienze d’acquisto finiscono per essere pressoché sovrapponibili.

 

Questo appiattimento dei retailer sugli aspetti più razionali e tangibili dell’offerta, sta portando a una crescita sempre maggiore dei pure player, che non sono più relegati a mercati di nicchia o settori specializzati come l’hi-tech, aprendosi al grande pubblico.

 

Il Baromètre ha fornito anche utili spunti di riflessione sull’applicazione dei concetti di sostenibilità e responsabilità sociale nel retail. I clienti, molto più attenti e informati sugli aspetti ambientali, etici e sociali, non accettano più semplici azioni di charity fine a se stesse, ma pretendono un impegno coerente del retailer nei confronti dell’ambiente, del territorio e della comunità.

 

Ultimo dato, ma non meno importante, la ricerca ha confermato che la tecnologia riveste un ruolo significativo nelle attese del consumatore in tutti i settori merceologici esaminati, con particolare importanza a quelli più sensibili al cambiamento e alle nuove tendenze.

 

fonte: www.dailyonline.it

 

0 risposte ↓

  • Non ci sono ancora commenti.

Devi fare il login per inserire un commento.