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Stati Generali della Green Economy 2020 – Le proposte del Consiglio nazionale GE

Si è svolta in modalità esclusivamente digitale, il 3 e 4 novembre, la nona edizione degli Stati Generali della Green EconomyL’iniziativa, appuntamento di riferimento della green economy in Italia, è organizzata dal Consiglio Nazionale della Green Economy, di cui PLEF è membro fin dalla sua costituzione, composto da 69 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e della Commissione europea.

 

Questa edizione degli Stati Generali si è focalizzata sulle Proposte del Consiglio nazionale della green economy di indirizzo per il Piano italiano di accesso ai finanziamenti del Recovery Plan “Next Generation UE”, sostenute dai dati della Relazione 2020 sullo stato della green economy in Italia, con l’obiettivo di contribuire a tradurre le potenzialità del nuovo contesto in misure per lo sviluppo degli investimenti, nei suoi diversi aspetti e settori, da attuare nel breve termine per la ripresa dell’economia italiana e consolidare un quadro di riferimento per le riforme necessarie.

 

Le proposte per mettere il Green Deal al centro della ripresa sono suddivise in cinque settori strategici della green economy – energia e clima, economia circolare, green city e territorio, mobilità urbana, sistema agroalimentare – e sono pensate per attivare uno sviluppo durevole, una ripresa degli investimenti e dell’occupazione e dare una risposta rapida alla crisi climatica, utilizzando le risorse messe a disposizione di Next Generation EU.

 

Energia e clima: si punta a indirizzare i finanziamenti europei di Next Generation EU a supporto dei processi di innovazione tecnologica per la produzione di idrogeno verde, per la decarbonizzazione, per potenziare produzione, distribuzione, stoccaggio e uso di fonti rinnovabili di energia e miglioramenti dell’efficienza energetica. Si punta inoltre a sostenere un utilizzo esteso dell’ecobonus 110%, da estendere fino al 2024, ad applicare criteri climatici stringenti per indirizzare gli investimenti, a introdurre una graduale carbon tax per i settori non coperti dal meccanismo europeo dell’Ets.

 

Economia circolare: si propone di aumentare i finanziamenti del Piano transizione 4.0 per sostenere, attraverso il credito d’imposta, investimenti destinati a misure per l’economia circolare, come la progettazione di prodotti che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o riciclabili; incentivare gli investimenti per lo sviluppo della bioeconomia circolare, per l’utilizzo della biomassa locale e nazionale, per migliorare gli impianti e le tecnologie, per l’utilizzo dei sottoprodotti, il riciclo dei rifiuti in plastica, del settore edile, nonché quelli organici e dei fanghi.

 

Green city e territorio: si punta a finanziare un programma nazionale di rigenerazione urbana che recuperi e valorizzi aree degradate ed edifici dismessi per non consumare nuovo suolo, aumentare infrastrutture verdi e spazi; adottare misure di mitigazione e di adattamento climatico. Per sostenere la ripresa in chiave green si punta inoltre ad aumentare al 30% territorio e il mare tutelati.

 

Mobilità urbana: l’indirizzo proposto è quello di aumentare gli investimenti con l’obiettivo di potenziare il trasporto pubblico, la sharing mobility, le piste ciclabili, facendo scendere al 2030 il tasso di motorizzazione privato italiano al di sotto di 500 auto per 1.000 abitanti. E inoltre estendere gli incentivi all’elettrificazione, raggiungere entro il 2030 la quota del 25% dei consumi di energia prodotta da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti.

 

Sistema agroalimentare: si propone di incentivare la diffusione delle produzioni agricole basate sui principi dell’agroecologia che favoriscono la limitazione dell’uso di prodotti fitosanitari, l’incremento della fertilizzazione organica, la riduzione delle emissioni di gas serra, la cattura del carbonio nonché l’aumento della produzione biologica; attivare iniziative di incentivazione fiscale per applicare modelli di business circolari nei settori della trasformazione alimentare.

 

Quali sono state le risposte dei rappresentanti governativi? Se il Ministro Costa ha posto in primo piano il tema dell’economia circolareNon c’è dubbio che il paradigma dell’economia circolare debba essere l’architrave di questo processo. Non dobbiamo mai dimenticare che la sfida più grande, perché riguarda soprattutto le generazioni future, è quella contro i cambiamenti climatici. È a questo fine che abbiamo orientato lo spirito del Recovery Fund”, il Ministro Patuanelli ha sottolineato lo sforzo messo in campo per innovare il sistema produttivo Abbiamo deciso di puntare con decisone su Transizione 4.0, mettendo a disposizione 30 miliardi di euro nei prossimi anni, così da rendere strutturale il piano e accompagnare il processo d’innovazione del sistema produttivo del nostro Paese verso un modello ecosostenibile, ampliando sia la tipologia dei beni che possono essere oggetto di agevolazione, sia la platea delle imprese beneficiarie della misura”.

 

Per leggere la RELAZIONE SULLO STATO DELLA GREEN ECONOMY 2020: link

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