Le proposte del CEN per l’economia circolare nel Recovery Plan nazionale

29-07-2020

Contributi per finanziare la trasformazione di prodotti non riciclabili in materiali facilmente riutilizzabili. E anche: prorogare per 5 anni il sostegno alle imprese “circolari”, raddoppiare il credito di imposta portandolo al 20%, alzare a 3 milioni annui il limite per gli investimenti agevolabili. Sono alcune delle dieci proposte elaborate dal Circular Economy Network (CEN) assieme a esperti e rappresentanti delle imprese, da attuare immediatamente per trasformare il Recovery Plan in un piano di lancio per l’economia a basso consumo di materie prime.

 

“Si tratta – avverte il CEN – in primo luogo di aumentare i finanziamenti pubblici del Piano transizione 4.0 per le imprese che investono nell’economia circolare. E poi di dare, nel 2021 e nel 2022, contributi a fondo perduto pari alla metà dei fondi necessari per la riconversione dei prodotti difficili da riciclare in prodotti facilmente riciclabili. In questo modo si potrà stimolare la progettazione di filiere di produzione più avanzate. Ma per realizzarle servono gli impianti. È necessario perciò riformare e semplificare il sistema delle autorizzazioni e accelerare le procedure amministrative per la realizzazione delle infrastrutture di cui l’economia circolare e la sharing economy hanno bisogno” Leggi tutto

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AMBIENTE. Pubblicato il secondo catalogo dei sussidi dannosi all’ambiente

20-07-2019

Il ministero dell’Ambiente ha pubblicato il secondo catalogo dei sussidi dannosi all’ambiente, strumento di conoscenza per cittadini e imprese, ma anche di decisione per Parlamento e Governo: nel 2017 erano pari a 19,3 miliardi di euro, quelli a favore, invece, toccavano quota 15,2 miliardi di euro.

 

 

Molti sussidi sono stati adottati nel nostro Paese in favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile” ha dichiarato il ministro Costa, “ma molti altri hanno effetti negativi, danno segnali di prezzo sbagliati rispetto alle scelte di consumo, produzione e investimento di cittadini e imprese”. Molti Paesi, oltre l’Italia, fanno infatti ancora un utilizzo significativo di sussidi ambientalmente dannosi. Per questa ragione sono fondamentali gli impegni per la rimozione entro il 2025.

 

Come nel primo catalogo, i sussidi sono suddivisi in due principali categorie: sussidi diretti (leggi di spesa) e indiretti (o spese fiscali). Leggi tutto

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AMBIENTE. Pubblicato un nuovo studio sui danni sanitari e ambientali delle attività economiche in Italia

12-01-2018

A dicembre è stato pubblicato il rapporto “Chi inquina paga? Tasse ambientali e sussidi dannosi per l’ambiente. Ipotesi di riforma alla luce dei costi esterni delle attività economiche in Italia”, diffuso dall’Ufficio di Valutazione Impatto del Senato (UVI). Lo studio, curato da Andrea Molocchi, economista del Ministero dell’Ambiente ed ex socio dell’ECBA Project, mette in evidenza quanto costa l’inquinamento alla collettività e chi lo paga, e rinforza la convinzione di un’opportunità di azione a neutralità di spesa pubblica, grazie alla riallocazione di risorse ingenti oggi ancora impegnate su sistemi produttivi nocivi all’ambiente (cfr. progetto riallocazione delle risorse portato avanti da PLEF):

 

https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/documento/files/000/028/682/Focus_Chi_inquina_paga.pdf

 

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NOTIZIE. A Ecomondo per discutere su Ambiente e Occupazione

02-11-2017

Lo scorso 7 novembre, il gruppo di lavoro del Consiglio Nazionale della Green Economy impegnato sul tema della “Riallocazione delle risorse“, nato su proposta PLEF e a cui PLEF partecipa nella figura del presidente Emanuele Plata, è stato ospitato a Rimini, nell’ambito della tradizionale manifestazione Ecomondo (fiera leader della green e circular economy nell’area euro-mediterranea), per il convegno “Ambiente e occupazione: nuove risorse dalla riallocazione dei sussidi ambientalmente dannosi SAD”.

 

Il convegno, è stato ospitato dallo stand di Utilitalia e ha offerto un contributo di discussione e approfondimento, ai fini di un impegno operativo della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, in materia di impulso alla green economy e all’occupazione sostenibile, impegno indispensabile e di piena attualità, tanto più alla luce dei nuovi compiti derivanti dall’Accordo di Parigi COP 21 e delle esigenze economiche del Paese Leggi tutto

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AMBIENTE. Phase-Out 2020: il nuovo preoccupante report sui sussidi per fonti fossili in UE e Italia

29-09-2017

112 miliardi di €: a tanto ammontano i sussidi forniti ogni anno alle fonti fossili nei maggiori paesi membri dell’Unione Europea secondo il nuovo rapporto “Phase-Out 2020: Monitoring Europe’s fossil fuel subsidies report”, prodotto dall’Overseas Development Institute (ODI) e Climate Action Network (CAN) Europe e presentato a Bruxelles in occasione di una conferenza stampa nella giornata di giovedì 28 settembre. Di questi, 4 miliardi provengono direttamente dalla stessa Unione.

 

Lo studio analizza i sussidi di cui hanno goduto i combustibili fossili tra il 2014 e il 2016 sia a livello comunitario che in 11 stati membri, tra cui l’Italia, responsabili dell’83% delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea. Sono stati identificati ben 999 diversi tipi di incentivi economici nelle forme di agevolazioni fiscali, finanziamenti pubblici e investimenti da parte di imprese a controllo statale. I trasporti appaiono come il settore maggiormente beneficiario, ricevendo ben 49 miliardi di € all’anno (il 44% del totale dei sussidi identificati nello studio) a supporto dell’uso dei combustibili fossili.

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NOTIZIE. Nonostante Trump, l’Italia ribadisce la posizione sui combustibili fossili

05-06-2017

In occasione della discussione tenutasi alla Camera il 30 maggio scorso per l’approvazione della manovrina, l’on. Luca Pastorino ha affermato, in coda al suo intervento: “Abbiamo proposto come al solito la Tobin tax, rivedere le imposte di successione e donazione e poi abbiamo proposto di provare a spostare un po’ di più l’attenzione su questioni ambientali; questa sarà la terza volta che lo dico, ma, a mio modo di vedere e a nostro modo di vedere, al giorno d’oggi il catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli, che è stato reso disponibile non più tardi di tre mesi fa, ci ha detto che in Italia si spendono ancora 16 miliardi di euro a sostegno delle energie fossili, quindi lo stesso catalogo auspica che da qui al 2030 questa quantità di denaro venga spostata e riallocata verso contributi diciamo ambientalmente sostenibili“.

 

Sono 17 i cosiddetti Sustainable Development Goals (Sdgs) “per dare un futuro alla vita e valore al futuro”, come afferma l’ASviS – Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, ribadisce a Milano questa posizione come inderogabile, alla presenza del ministro Galletti, durante la sessione milanese del Festival dello Sviluppo sostenibile.

 

INNESCARE MECCANISMI VIRTUOSI

Ecco, questo è un percorso che noi chiediamo già da qualche mese di poter iniziare, ma da subito, per innescare quei meccanismi di virtuosità che sarebbero anche molto utili a far ripartire certi settori produttivi: mi riferisco anche banalmente al settore dell’edilizia, con tutto quello che potrebbe comportare in termini di nuove occupazioni in quel settore lì, nella riqualificazione degli edifici pubblici privati” conclude Pastorino.

 

Emanuele Plata, presidente di Planet Life Economy Foundation aggiunge: “Nel momento in cui uno dei 196 stati sottoscrittori dell’accordo di Parigi del 2015 detto Cop 21 rinnega il suo impegno e cancella la propria firma dall’accordo, l’Italia ha l’occasione di concretizzare il recepimento già fatto di quell’accordo dal proprio Parlamento attivando un passo sostanziale nella direzione del cambiamento“.

 

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AMBIENTE. La proposta del gdl “Fiscalità ecologica” promossa dal CNGE

22-12-2016

Domenica 18 dicembre è uscito sul IlSole24ore, nella sezione “Norme e tributi”, un articolo curato dal Prof. Monti a commento del contributo del Gruppo di lavoro “Fiscalità ecologica e riallocazione verde” del Consiglio Nazionale della Green Economy in cui PLEF ha partecipato attivamente col presidente Plata assieme a Paolo degli Espinosa, coordinatore, Andrea Zatti, Tommaso Campanile, Virginio Trivella e Claudio Cesaretti.

 

Il senso del contributo, inviato anche al Ministero, è che a neutralità di gettito erariale, cioè senza incrementi, si possono portare risorse a sostegno dell’efficientamento energetico e della sicurezza delle case, dell’ecoinnovazione industriale, della mobilità sostenibile e di altre misure utili all’economia, all’ambiente e al sociale, togliendo gli incentivi dannosi all’ambiente – oltre 5 miliardi di euro all’anno – introducendo una fiscalità su chi inquina e togliendola sul lavoro, provocando così un volano positivo verso gli obiettivi di sostenibilità che abbiamo sottoscritto come paese.

 
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PLEF. L’affermarsi della consapevolezza va di pari passo con la comparsa di metriche sempre più in grado di misurare le performance di sostenibilità

30-10-2016

LogoAiafGentili Soci,
vi informiamo che nell’ultimo numero del periodico trimestrale AIAF (Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti finanziari) è stata pubblicata la seconda parte dell’articolo curato dal presidente Emanuele Plata sullo scenario degli investimenti finanziari dopo Parigi COP 21, accompagnata dalla testimonianza di Riccardo Taverna, Sustainability & CSR director AIDA PARTNER.

 

Per leggere la prima parte dell’articolo, clicca qui.

 

Per leggere la seconda parte dell’articolo, clicca qui.

 

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PLEF. Lo scenario degli investimenti finanziari dopo COP 21

26-07-2016

Gentili Soci,

LogoAiafvi informiamo che sull’ultimo numero del periodico trimestrale AIAF (Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti finanziari) è uscito l’articolo curato dal presidente Emanuele Plata sullo scenario degli investimenti finanziari dopo Parigi COP 21, accompagnato dall’interessante case history trasmessaci dai Media Relations del Gruppo ERG.

 

La riflessione di Plata fa un punto circa lo stato attuale del nostro Paese in rapporto agli impegni sottoscritti a Parigi, in termini di gap da colmare, metodi normativi o volontari da utilizzare e risorse economiche da riallocare grazie ad interventi di fiscalità ecologica (ricordiamo a tal proposito che nel 2016 PLEF ha promosso all’interno del Consiglio Nazionale della Green Economy un nuovo gruppo di lavoro specifico sul tema). Alla riflessione di Plata segue l’esempio relativo alla strategia con cui un’impresa di successo nel fossile, ERG, si sta convertendo nelle produzioni da fonti rinnovabili (eolico) e da termoelettrico cogenerativo ad alta efficienza.

 

Per leggere l’articolo, clicca qui.

 

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