RICORRENZE. Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare

05-02-2018

In occasione della Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare (5 febbraio), riportiamo qualche dato estrapolato dal Food Sustainability Index, l’indice di Sostenibilità alimentare sviluppato dall’Economist Intelligence Unit con Fondazione BCFN.

 

Il cibo sprecato ogni anno nel mondo costa 750 miliardi di euro, ovvero quasi il doppio del PIL italiano nel 2017. Focalizzando l’attenzione sull’Italia, si scopre che lo spreco domestico “pesa” 145 kg pro-capite all’anno , l’equivalente di 1.000 mele piccole (da 100 g ognuna) o 1.500 piatti di pasta (da 100 g circa), molto più di quanto potrebbe consumare in media in 1 anno una famiglia di 3 persone. Ma lo spreco non avviene solo a livello domestico.

 

In Italia, la frutta e gli ortaggi gettati via nei punti vendita comportano lo spreco di più di 73 milioni di metri cubi d’acqua (usata per produrli), ovvero 36,5 miliardi di bottiglie da 2 litri. Tuttavia secondo il Food Sustainability Index, il nostro paese sta ottenendo importanti riscontri nella lotta allo spreco alimentare e, grazie anche alle politiche messe in campo a livello industriale, come avvenuto con la Legge Gadda, figura al 4° posto nella classifica dedicata a valutare i paesi più virtuosi in merito a perdita e spreco di cibo.

 

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NOTIZIE. Arriva il Food Sustainability Index: la sostenibilità dei sistemi agroalimentari secondo BCFN

12-12-2016

Arriva il Food Sustainability Index, un progetto promosso dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition in collaborazione con The Economist Intelligence Unit e presentato ufficialmente in occasione sia del 7° International Forum on Food and Nutrition a Milano, che al Parlamento Europeo di Bruxelles (7 dicembre). Il nuovo indice misura la sostenibilità dei sistemi agroalimentari dei 25 maggiori Paesi del mondo sulla base delle scelte – istituzionali e non – in fatto di nutrizione, agricoltura e spreco. E’ un osservatorio permanente per monitorare le performance dei sistemi agroalimentari dei Paesi a cui fa capo oltre 2/3 della popolazione globale e l’87% del PIL globale.

 

La prima edizione incorona Francia, Giappone e Canada come i Paesi in cui si mangia “meglio” al mondo in termini di maggior equilibrio tra le varie componenti delle filiere agroalimentari, dal campo al piatto, dall’attuazione di politiche ecosostenibili fino alla promozione di modelli di educazione alimentare sani, antispreco e salutari anche per l’ambiente. L’Italia si piazza al sesto posto: apprezzata è la sostenibilità del sistema agricolo, ma mancano ancora soluzioni a problemi come l’eccessiva alimentazione e l’obesità infantile. Oltre a evidenziare le performance dei Paesi, il FSI mira a stabilire un criterio di misurazione comparabile e a fornire esempi di best practice, misurandone i progressi nel tempo. Leggi tutto

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