Anche PLEF firma l’appello per gli investimenti europei per il clima

27-10-2020

Il clima non può attendere: è il momento del fare. Cento esponenti di importanti imprese e associazioni di impresa italiane, tra cui PLEF, lanciano un appello per rendere gli investimenti europei più ambiziosi e adeguati alla sfida di una transizione ecologica, climatica che poggia su tre capisaldi: ambizione climatica per aumentare la quota di finanziamenti dedicati al clima del Recovery Fund, criteri climatici stringenti per indirizzare gli investimenti, una lista di esclusione delle attività anti-clima da non finanziare.

 

L’appello è rivolto ai parlamentari Italiani, ai rappresentanti italiani in Parlamento Europeo e ai membri del Governo italiano per sostenere che le proposte europee per il clima e l’ambiente siano rese più incisive, in vista della negoziazione relativa alla versione finale del pacchetto di ripresa europeo post Covid, prevista per il mese di novembre.

 

La transizione verso un’economia ambientalmente sostenibile e climaticamente Neutrale – si legge nell’ appello – rappresenta una sfida epocale che cambierà il sistema energetico e i modelli di produzione e consumo in tutti i settori”.

 

Le tre direttrici indicate nell’ appello prevedono in particolare Leggi tutto

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INIZIATIVE. Climate Strike: il 15 marzo lo sciopero mondiale dei più giovani per salvare il Pianeta

11-03-2019

Tre anni dopo la firma dell’Accordo di Parigi COP21, le promesse devono ancora trasformarsi in azioni ed è sempre più urgente accelerare la transizione verso un’Italia senza emissioni di gas serra.

 

Aria pulita, oceani  liberi da plastica, energia da fonti rinnovabili: i più giovani lanciano un chiaro messaggio alla classe politica per un futuro sostenibile e lo sciopero è lo strumento che hanno individuato per farsi sentire, non sentendosi rappresentati da nessuna istituzione.

 

Per questo motivo Venerdì 15 marzo è stato organizzato il “Global Climate Strike For Future“, un movimento spontaneo nato dal basso, per chiedere interventi concreti contro il riscaldamento globale e per proteggere il Pianeta. L’iniziativa è stata ispirata dall’esempio di Greta Thunberg, Leggi tutto

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AMBIENTE. Dati sempre più preoccupanti sul surriscaldamento globale

15-01-2019

I dati recentemente pubblicati dall’agenzia europea Copernicus e dal Rapporto Unep 2018 sui gas serra sono allarmanti: se le tendenze attuali proseguiranno, la temperatura globale aumenterà di tre gradi entro la fine del secolo.

 

Negli ultimi cinque anni la temperatura media dell’aria superficiale è aumentata di 1,1°C rispetto all’era preindustriale e nel 2018 le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera hanno battuto tutti i record precedenti. È quanto affermano i dati raccolti da Copernicus, il programma di osservazione della Terra gestito dall’Unione europea tramite il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine.

 

Secondo lo studio, il 2018 è stato il quarto anno più caldo della storia, registrando una temperatura annua di 14,7°C: soltanto 0,2°C in meno rispetto al 2016, ritenuto finora l’anno più caldo. A soffrire per l’aumento della temperatura sono state soprattutto Leggi tutto

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NOTIZIE. In marcia per il clima celebrando l’enciclica di Papa Francesco

26-06-2015

Fonte: italiaclima.org


QUATTRO ATTIVISTI DALLE ISOLE DEL PACIFICO E DALLE FILIPPINE A ROMA PER IL “CLIMATE RALLY” CHE DOMENICA 28 CELEBRERA’ L’ENCICLICA GREEN DI PAPA FRANCESCO.


ROMA, 25 GIUGNO 2015 – Quattro attivisti contro il cambiamento climatico sono arrivati a Roma dalle Isole del Pacifico e dalle Filippine per raccontare gli effetti che il riscaldamento globale ha sui loro paesi e le loro comunità:


● Arianne Kassman (Papua Nuova Guinea), Coordinatrice di 350.org in Papua Nuova Guinea, nonché Coordinatrice del Programma per l’Integrità Giovanile per Transparecy International Papua New Guinea (TIPNG). La Papua Nuova Guinea è la patria dei primi profughi climatici al mondo: gli abitanti delle isole Carteret, a poca distanza dall’entroterra.

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Dal Sesto continente…

06-05-2009

ANTARTICO – […] Ancora nel 1951, quando fu fotografato e misurato per la prima volta dagli aerei britannici e statunitensi, era largo più di 80 km. Poi una progressiva riduzione durante i mesi estivi, che si è fatta sempre più accentuata: ora che siamo ancora nella prima fase dell’autunno dell’emisfero meridionale, il cedimento, lungo il fronte residuo di quasi 20 chilometri è stato registrato praticamente in diretta dal satellite europeo Envisat. Quella che era una piattaforma di ghiaccio è ormai un campo dilaniato da compressioni e distacchi di iceberg di ogni dimensione. Vai all’articolo del Sole 24 Ore



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